detenuti

“La chiusura dell’Ufficio di Catania del Garante dei diritti dei detenuti per la Regione Sicilia e’ un grave errore del presidente Crocetta e dell’Amministrazione da lui guidata. Si tratta infatti di un passo indietro preoccupante sul terreno della tutela dei diritti fondamentali delle persone ristrette, cui viene negato un importante presidio di assistenza e monitoraggio”. Lo dichiarano Riccardo Magi, Michele Capano e Zelda Raciti, rispettivamente segretario, tesoriere e membro della Giunta di Radicali Italiani. “Una scelta che fa seguito all’enorme ritardo con il quale il Garante regionale e’ stato nominato – cioe’ tre anni dopo l’istituzione dell’ufficio – e che non puo’ essere motivata con la necessita’ di tagliare le spese del bilancio regionale, come pure alcuni hanno provato a fare in questi giorni. Il “risparmio” si fa sulle centinaia di fonti di spreco di un apparato burocratico elefantiaco come quello della Regione Sicilia, di certo non risparmiando pochi spiccioli sulla pelle, gia’ martoriata, dei detenuti degli istituti penitenziari della Sicilia orientale. Come Radicali invitiamo quindi la Regione, piuttosto silente sui temi del rispetto dei diritti umani, a riconsiderare la scelta compiuta, riprendendo a operare con efficienza e tempestivita’ in un’area del Paese molto difficile come la Sicilia”.

Più di mille detenuti e i loro familiari parteciperanno, sabato e domenica prossimi, 5 e 6 novembre, al Giubileo dei carcerati. E’ la prima volta che persone in carcere prenderanno parte alla messa celebrata da papa Francesco in San Pietro. L’evento è stato illustrato da monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della Nuova evangelizzazione. Sono iscritte finora oltre 4mila persone, di cui più di mille detenuti, provenienti da 12 Paesi: Inghilterra, Italia, Lettonia, Madagascar, Malesia, Messico, Olanda, Spagna, USA, Sudafrica, Svezia e Portogallo.