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18 aprile 2026,
10notizie.it

"È sorprendente come la quantità di notizie che accadono nel mondo ogni giorno
corrisponda sempre esattamente a quella necessaria per riempire il giornale".

Jerry Seinfield

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dialogo

Rai3 dialogo genitori figli
Rai3 dialogo genitori figli
Rai3 dialogo genitori figli

Rai3: dialogo con i figli, tra smartphone e social network

Il dialogo con i propri figli è sempre stato un problema per qualunque genitore. Un problema che negli ultimi anni si è ulteriormente complicato per l’ingombrante presenza dello smartphone, quello che possiamo considerare un nuovo strumento di separazione tra persone.
Nella puntata di “Quante Storie” in onda lunedì 23 ottobre, alle 12.45, su Rai3, il giornalista Aldo Cazzullo racconta a Corrado Augias le difficoltà di un padre alla ricerca di una conversazione vera e profonda con i suoi ragazzi, tra social network e fake news.
Nel corso della trasmissione si parlerà anche di nomofobia, ovvero della paura di perdere il proprio telefonino. L’argomento sarà trattato con il linguista Giuseppe Antonelli.

  • 10notizie
  • ottobre 22, 2017
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bandiera catalogna
bandiera catalogna
bandiera catalogna

Catalogna: Barcellona, in piazza dimostranti per il dialogo

Una folla piuttosto numerosa si sta concentrando nella piazza Sant Jaume a Barcellona, agitando i cartelli con la scritta ‘Parlem? Hablamos?’ (‘Parliamo?’ in catalano e spagnolo), e chiedendo un dialogo tra la Catalogna e Madrid, dopo le contrapposizioni dei giorni scorsi. Molti manifestanti portano magliette o camicie bianche, come chiesto dagli organizzatori della dimostrazione. Manifestazione analoghe, segnala la stampa spagnola, si svolgono davanti a molti sedi comunali del Paese.

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  • ottobre 7, 2017
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Enrico Letta
Enrico Letta
Enrico Letta

Enrico Letta ‘fra Italia e Germania manca la volontà di dialogo’

“In Germania sembra essersi allentato da tempo l’interesse per un investimento di relazione politica sull’Italia e nel nostro mondo politico si e’ allo stesso tempo ormai sviluppato un discorso anti tedesco che in forme diverse vede protagonisti tutti i leader delle principali forze politiche italiane attuali”. Lo ha detto a Pieve Tesino Enrico Letta nella sua ‘lectio magistralis’ organizzata dalla Fondazione trentina Alcide De Gasperi. “Molti stereotipi reciproci – ha aggiunto – sono purtroppo diventati centrali nei discorsi politici interni prevalenti nei due paesi e si e’ soprattutto affievolita la volonta’ di animare tentativi fruttuosi di dialogo”. “Alcune encomiabili iniziative esistono a livelli culturali ed economico. I presidenti della Repubblica, Napolitano prima e Mattarella ora – ha sottolineato Letta – hanno con i loro omologhi Gauck e Steinmeier intessuto una relazione importante e lo stesso lavoro dei due attuali governi in carica e’ senz’altro positivo, ma sembrano essere tutte spinte che finiscono per andare contro corrente. E la corrente e’ chiaramente quella che porta politici tedeschi in cerca di voti ad ammiccare al caos strutturale italiano e politici italiani ad additare l’egemonia tedesca come causa dei nostri problemi per lo stesso obiettivo, venato di evidente ispirazione populista, di un facile consenso basato sulla costruzione di un nemico esterno. E chi meglio, da noi, del tedesco dominante come facile immagina da vendere per coprire i propri problemi”.

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  • agosto 18, 2017
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salvini
salvini
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Salvini ‘il M5S non é il male. Dialogo possibile su alcuni punti’

“A differenza di Berlusconi io non penso che i Cinque stelle siano un’accozzaglia di disoccupati, disperati, depravati, che siano il male assoluto. Sono interlocutori con i quali si puo’ discutere”. Lo afferma il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, in un’intervista al quotidiano La Repubblica in edicola oggi. Per Salvini “un dialogo su alcuni punti, su certi temi importanti e’ possibile: l’onesta’ in politica, l’immigrazione, una certa visione dell’Europa, la sicurezza, il taglio dei vitalizi e delle pensioni d’oro. E non e’ poca cosa. Cambiano idea di frequente, eh. Pero’ ci si puo’ ragionare, ecco. Vedremo. Vedremo quel che succedera’, intanto votiamo, prima possibile”. Sull’immigrazione “ha impiegato vent’anni, la sinistra, per imparare la lezione che a noi era chiara da tempo – prosegue il segretario federale della Lega -. E’ provato che se quei 4,6 miliardi spesi per mettere in albergo 180 mila migranti si fossero utilizzati per interventi in Africa, si sarebbero aiutate 10 milioni di persone. E invece i governi Letta, Renzi, Gentiloni non hanno fatto altro che ripetere gli stessi errori, gli stessi proclami, gli stessi accordi sbagliati. Risultato: seicentomila sbarchi e 15 mila morti”. “Preso atto che ormai da quattro anni l’Europa se ne frega, e’ il tempo che l’Italia torni a fare l’Italia. Che poi e’ quello che fa la Spagna: difendere i propri confini – aggiunge -. Con Salvini al governo, da domani le navi della Marina e della Capitaneria rimandano indietro i primi quattro barconi, d’intesa con la guardia costiera libica. Vedrete che da domani non risalpano. Del resto diamo un sacco di soldi alla Libia, come alla Turchia, all’Europa, per essere ugualmente invasi. Basta, difendiamoci”.

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  • luglio 10, 2017
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Papa Francesco
Papa Francesco
Papa Francesco

Papa: per la pace nel mondo mancano orecchie

“Qualcuno diceva che per fare la pace nel mondo mancano le orecchie, manca gente che sappia ascoltare, e poi dire, e di li’ viene il dialogo”. “Non si puo’ ascoltare parlando, eh? Bocca chiusa”. Ascoltando dialoghiamo e dialogando impariamo a non vedere l’altro come “una minaccia”. “Dialogare aiuta le persone a umanizzare i rapporti e a superare le incomprensioni. Se ci fosse piu’ dialogo, ma dialogo vero!, nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nella politica, si risolverebbero piu’ facilmente tante questioni”. E’ la sintesi, riportata dall’Ansa, dell’idea del Papa di una societa’ aperta e includente, capace di risolvere anche i conflitti senza accentuare le tensioni ma costruendo ponti. E chi meglio dei volontari di Telefono Amico Italia puo’ comprendere queste parole del Papa? Da 50 anni l’associazione – cui aderiscono circa 700 volontari in venti diversi centri sparsi sul territorio – offre un servizio di aiuto telefonico dalle 10 a mezzanotte di ogni giorno a quanti sono in difficolta’, soprattutto emotive. Oggi papa Francesco li ha ricevuti nella Sala Clementina del Palazzo apostolico in occasione di questo anniversario, e ha ricordato loro che “l’attitudine all’ascolto, di cui Dio e’ modello, ci sprona ad abbattere i muri delle incomprensioni, a creare ponti di comunicazione, superando l’isolamento e la chiusura nel proprio piccolo mondo”. Il Pontefice ha insistito sull’ascolto come antidoto a “un genere di vita poco umano”, di cui “le grandi citta’ sovraffollate sono l’emblema”, e al quale “gli individui si stanno abituando: indifferenza diffusa, comunicazione sempre piu’ virtuale e meno personale, carenza di valori saldi su cui fondare l’esistenza, cultura dell’avere e dell’apparire. In tale contesto, “il dialogo – ha ricordato papa Francesco – permette di conoscersi e di comprendere le reciproche esigenze. In primo luogo, esso manifesta un grande rispetto, perche’ pone le persone in atteggiamento di apertura reciproca, per recepire gli aspetti migliori dell’interlocutore. Inoltre, il dialogo e’ espressione di carita’, perche’, pur non ignorando le differenze, puo’ aiutare a ricercare e condividere percorsi in vista del bene comune. Attraverso il dialogo possiamo imparare a vedere l’altro non come una minaccia, ma come un dono di Dio, che ci interpella e ci chiede di essere riconosciuto”. “Nel suo saluto al Papa, il presidente di Telefono Amico, Dario Briccola, ha spiegato che pur essendo la associazione “aconfessionale”, voleva “rubare” a papa Francesco “la bella immagine – ha detto Briccola – che lei spesso attribuisce alla Chiesa, anche noi ci sentiamo un piccolo ospedale da campo che con mezzo semplice e immediato come il telefono si avvicina alle persone, la sua testimonianza di padre ci motiva e ci rassicura”. Tra i centri di Telefono Amico presenti alla udienza, Briccola ha citato quelli di Bassano del Grappa, Bergamo, Bolzano, Brescia, Busto Arsizio, Milano, Padova, Palermo, Parma, Prato, Roma, Sassari, Trento, Treviso, Udine, Venezia e Vicenza. I 50 anni, ha detto Briccola sono “opportunita’ per ripensare obiettivi e rimotivare l’azione dei nostri volontari verso la sensibilita’ originaria: ‘dare a chiunque si trovi in stato di crisi e di emergenza emotiva la possibilita’ in qualsiasi momento di ascolto e dialogo'”.

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  • marzo 12, 2017
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Amo la libertà di stampa più per i mali che previene che per il bene che procura.

Charles Alexis De Tocqueville

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