direzione pd

“Da tante parti della società italiana viene al centrosinistra una domanda di unità che tutti hanno il dovere di raccogliere. E dalla Direzione del PD di oggi è venuto un messaggio unanime di apertura rivolto a tutti coloro che vogliono un centrosinistra credibile e vincente”. Lo ha detto Piero Fassino, a cui oggi il segretario dem Matteo Renzi, nella direzione del Partito democratico, ha chiesto il coordinamento delle relazioni con le altre forze del centrosinistra per trovare un cammino unitario. “Per questo obiettivo – ha detto Fassino- lavorerò, senza pregiudizi e con sincera disponibilità all’ascolto di tutte le sensibilità presenti nel centrosinistra e per favorire la formazione di un campo di centrosinistra aperto, largo e inclusivo, come ci chiedono i nostri elettori. E lo farò ricercando quotidianamente la collaborazione e la condivisione di tutti i dirigenti del PD”.

“Senza coalizione semplicemente non c’è il centrosinistra. E’ inutile perdersi in mille dichiarazioni e arrampicarsi sugli specchi”. Lo dice Giorgio Merlo, Direzione Nazionale Pd, esponente di Sinistra Dem. “Se non si riconosce la ‘cultura delle alleanze’ – dichiara – il Pd resta un partito oggettivamente isolato. Se non si inverte rapidamente la rotta, non solo c’è il rischio concreto di far saltare una prospettiva di governo riformista e democratica ma, al contrario, quello di gettare alle ortiche definitivamente un patrimonio politico e culturale che si è riconosciuto storicamente proprio nelle coalizioni di centro sinistra”. Aggiunge Merlo: “Per questo va favorito, e al più presto, lo sforzo di introdurre nella futura legge elettorale il premio di maggioranza alla coalizione. Non solo per il bene del Pd ma per lo stesso riformismo democratico nel nostro paese”.

“A Emiliano che pone la questione di un congresso svolto con la legge elettorale ancora in itinere rispondo che la legge elettorale non è un elemento ostativo al congresso per nessun articolo dello statuto né per il buonsenso della politica”. Così il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, chiudendo la direzione nazionale.

“I numeri dicono che le carte le dà Renzi che ha la maggioranza in Senato e alla Camera. Tutti gli altri assistono”. Lo ha detto il segretario federale della Lega Matteo Salvini parlando dell’ipotesi di voto anticipato a margine di un incontro per la presentazione di un libro a Milano. “Secondo me si vota a giugno – ha continuato il leader del Carroccio – Renzi ha in mano il partito e stacca la spina perché questo Governo è ridicolo”. Salvini ha detto che seguirà con interesse la direzione del Pd in programma lunedì perché “Spero che esca la data delle elezioni”. Quanto al centrodestra: “Non mi sembra che Berlusconi abbia fretta di andare a votare – ha aggiunto Salvini – ma anche se fosse i numeri di Forza Italia, della Lega sono marginali” per tornare al voto quindi “le carte le dà Renzi”.

“Stasera alle 19 formalizzo le mie dimissioni. Il Presidente della Repubblica farà le consultazioni. Toccherà ai gruppi parlamentari decidere che cosa fare” io “sono pronto a cedere il campanello al mio successore, con un abbraccio e l’augurio di buon lavoro. Stiamo scrivendo un dettagliato report da consegnare e stiamo facendo gli scatoloni”. Lo scrive il premier dimissionario Matteo Renzi nella e-News. “Vorranno andare subito a elezioni? – scrive – Nel caso si dovrà attendere la Sentenza della Consulta di martedì 24 gennaio e poi votare con le attuali leggi elettorali, come modificate dalla Corte. Dico leggi elettorali perché come è noto non siamo riusciti ad abrogare il ‘bicameralismo paritario’ che dunque vedrà continuare a eleggere due rami del parlamento con elettorati diversi e leggi elettorali diverse, sperando che non arrivino due maggioranze diverse”. “Ma questa – prosegue – è una delle conseguenze del bicameralismo, ahimè. Se i gruppi parlamentari vorranno invece andare avanti con questa legislatura, dovranno indicare la propria disponibilità a sostenere un nuovo Governo che affronti la legge elettorale ma soprattutto un 2017 molto importante a livello internazionale: i 60 anni dell’Unione Europea, i vari G7 a cominciare da quello di Taormina, la presidenza del consiglio di sicurezza dell’Onu. Sarà interessante capire cosa pensano anche i partiti del Fronte del No al referendum, non solo i partiti dell’attuale maggioranza”. “Non sono io a decidere ma devono essere i partiti – tutti i partiti – conclude – ad assumersi le proprie responsabilità. Il punto non è cosa vuole il presidente uscente, ma cosa propone il Parlamento”.