Dl Sud

“Il decreto cosiddetto Mezzogiorno, sul quale il governo Renzi-Gentiloni ha posto l’ennesima fiducia, e’ costituto da una serie di marchette che nulla hanno a che vedere con una strategia seria e sostenibile per il rilancio del Sud del Paese”. Così su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “L’articolo 2, in teoria, servirebbe a favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura nelle regioni del Mezzogiorno. Cio’ avviene estendendo la misura ‘Resto al Sud’ alle imprese agricole, mediante una specifica destinazione di 50 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e creando cosi’ le condizioni per erogare un novero piu’ ampio di servizi a favore dei consorziati, anche di natura creditizia. Si evidenzia, pero’, una evidente estraneita’ di materia di intervento nei confronti dei consorzi e soprattutto si continuano a proporre interventi spot sui consorzi agrari, senza un disegno organico di riordino del settore destinatario da sempre di notevoli risorse pubbliche”.

La Camera ha approvato la conversione in legge del decreto che punta al rilancio di alcune aree critiche del Mezzogiorno. Ora il provvedimento passa al Senato. Soddisfazione e’ stata espressa dal ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti: “E’ un provvedimento che affronta situazioni specifiche ma di grande rilievo – osserva- Dall’Ilva, dove si gioca la sfida fondamentale di coniugare lavoro e salute, ai porti dove si fa attivita’ di transhipment, decisivi per il posizionamento dell’Italia nei flussi di merci del Mediterraneo, dall’accelerazione nella realizzazione degli impianti di depurazione, fondamentale per la qualita’ dei nostri mari, alla organizzazione del G7 a Taormina. Il passaggio parlamentare ha arricchito il testo, in particolare tramite l’emendamento del Governo che ha rafforzato il credito d’imposta a sostegno degli investimenti delle imprese nel Mezzogiorno”.