due velocità

L’Europa “sta vivendo un momento di difficolta’, ma proprio in questo si puo’ trovare l’opportunita’ di rilanciare un progetto che ha comunque regalato settant’anni di pace a mezzo miliardo di persone”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ai microfoni di “Manuale d’Europa”, settimanale di Rai Radio1. Per Tajani, l’incontro di Roma, in occasione dei 60 anni dei Trattati, deve essere “un momento di confronto puntando sulla sostanza per cominciare a lavorare ad un’Europa che puo’ essere anche a due velocita’, se a due velocita’ vuol dire avere un’avanguardia che prepara il terreno, penso per esempio a una difesa comune. Se invece due velocita’ vuol dire escludere la maggioranza dei Paesi, questo sarebbe un errore. Nell’ambito del Trattato si possono fare alcune cose per permettere all’Europa di andare avanti”.

“Trova riscontro anche sul versante parlamentare il richiamo della cancelliera tedesca Angela Merkel ad una Europa futura a piu’ velocita’. Nello sforzo fin qui tentato di procedere in modo unanime, l’Unione si e’ impantanata in un immobilismo che l’ha allontanata dai suoi cittadini e l’ha esposta ai colpi sempre piu’ duri di chi vorrebbe smantellarla. È ora di prendere atto delle differenze: rispettandole, ma senza farsene condizionare”. Lo dichiara la presidente della Camera, Laura Boldrini. “È quello che abbiamo fatto come Presidenti di 15 assemblee elettive di 13 Stati Ue. Siamo partiti in 4, a Montecitorio, nel settembre 2015, e abbiamo allargato il consenso su una dichiarazione che indica nella maggiore integrazione europea la strada da percorrere. Siamo convinti che, alle critiche e al malcontento, si debba rispondere non indebolendo, ma rafforzando l’Europa. A condizione che questa Europa sappia comprendere i costi pesanti che l’austerita’ ha scaricato su milioni di famiglie, metta al centro gli obiettivi del lavoro e di uno sviluppo sostenibile, rafforzi la sua dimensione sociale. Un’Europa che vada verso un’Unione federale di Stati, l’unica che puo’ permettere al nostro continente di avere un ruolo nella competizione globale”, sottolinea. “Su questi temi non c’e’ consenso unanime tra i Presidenti di Parlamento, come ovviamente non c’e’ tra i governi. Sappiamo che le 15 firme sulla nostra Dichiarazione non aumenteranno, perche’ altri Presidenti di Parlamento non vogliono l’integrazione politica. Ma e’ essenziale che chi crede in un’Europa diversa possa costruirla. Dunque le due velocita’ esistono gia’, nei fatti. È di questo che si dovra’ parlare in occasione dell’imminente anniversario dei Trattati di Roma. Solo cosi’, solo indicando una credibile prospettiva futura, si potra’ sfuggire al rischio della celebrazione retorica”.