edilizia

Serve un tavolo permanente di confronto interministeriale (Lavoro, Sviluppo economico e Ambiente) che si occupi di difesa del lavoro, rilancio dell’occupazione e gestione di eventuali esuberi per rilanciare il settore del cemento. Lo chiedono i sindacati dell’edilizia, in occasione di un convegno unitario al centro Frenanti, cui partecipa anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. I confederali segnalano che il settore vive una “crisi complessa” per cui “occorre un nuovo governo del settore che riconosca la strategicita’ del sistema produttivo cementiero nazionale e preveda strumenti straordinari per affrontare la crisi”. A nome delle tre sigle di categoria il segretario nazionale della Fillea, Gianni Fiorucci, lancia l’allarme: “Abbiamo il timore che senza un sostegno al settore nei prossimi mesi potrebbe essere non piu’ possibile mantenere un clima sociale gestibile”. Fillea, Feneal e Filca chiedono un “rilancio delle costruzioni come leva di sviluppo dell’economia e una politica industriale che spinga le imprese ad investire in ricerca e innovazione”. (Immagine: foto Ansa)

Nel 2016 il volume degli investimenti nel settore alberghiero “si è attestato oltre il miliardo di euro (pari a circa 1,142 milioni) con un incremento del 28% circa rispetto ai volumi dell’anno precedente”. Lo ha dichiarato Paolo Crisafi, direttore generale di Assoimmobiliare, nel corso del suo intervento alla terza edizione del “Forum Internazionale Turismo e Cultura – Fondazione Biagio Agnes”, promosso e organizzato dall’omonima Fondazione. “Le prospettive per il 2017 sono, dunque, positive e l’evidenza di un forte dinamismo del mercato è tangibile sin da inizio anno”, ha dichiarato Crisafi. . “Sebbene anche per il 2017 il livello di attenzione sia focalizzato sui trophy asset, che storicamente hanno rappresentato circa il 74% del volume totale degli investimenti alberghieri in Italia, si riscontra un crescente interesse anche per gli alberghi appartenenti al segmento di qualità (tre e quattro stelle) che negli anni hanno mostrato una più limitata liquidità”.

Il settore edilizio in Italia, tra cemento, mattoni, asfalto e tubazioni, “ricicla solo il 10% dei materiali” principalmente per “illegalita’, burocrazia e ritardi”. Il dato, lo riporta l’Ansa, emerge dal convegno ‘Edilizia e infrastrutture: i rifiuti come materie prime”, organizzato oggi dalla commissione Ecomafie e dal Centro Materia Rinnovabile alla Camera dei deputati. Durante i lavori sono state avanzate alcune proposte, tra cui quella di una ”task force” tra istituzioni, esperti e associazioni per il rilancio del settore. Secondo le stime relative all’Italia, “quasi il 90% dei materiali provenienti dal settore edilizio finisce in discariche illegali, oppure viene smaltito in modo indifferenziato in discarica” sfuggendo alla filiera del recupero.

Non ascoltate ciò che dicono autorevoli soloni a Bruxelles” perché “tutto quello che serve per le scuole, in termini di adeguamento antisismico ed efficientamento, va messo assolutamente fuori dal patto di stabilità”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso dell’inaugurazione del nuovo Pronto soccorso dell’ospedale di Vaio, a Fidenza. “Tutto ciò che serve per l’edilizia scolastica va fuori dal patto di stabilità” perché “è una cosa cruciale – ha spiegato Renzi – non ascoltate ciò che dicono autorevoli soloni a Bruxelles”. Nel suo intervento all’inaugurazione, il premier ha ricordato le 300 vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto e le numerose famiglie sfollate dopo le ultime scosse di ottobre. Poi ha ribadito: “tutto quello che serve per le scuole, in termini di adeguamento antisismico ed efficientamento, va messo assolutamente fuori dal patto”. Tra l’altro “ogni anno noi diamo 20 miliardi all’Europa e ne riceve 12” per via delle “regole che ha voluto un governo tecnico prima di noi”.

Il settore edile è’ ritenuto non solo uno di quelli cruciali per la ripresa dell’economia, anche e soprattutto per l’indotto e per le risorse che mette in movimento, ma è anche uno dei comparti che fa muovere le assunzioni e che, quindi, può’ far calare il tasso generale di disoccupazione. Il premier adesso prende posizione  “Ancora gli investimenti sul pubblico e privato non ripartono. Sui consumi delle famiglie Italia Francia e Germania sono pari, ma sul tema dell’edilizia e’ fortemente necessario intervenire”. L’Ance da parte sua ha più volte lamentato l’immobilismo della burocrazia e la difficoltà degli imprenditori edili di muoversi nella selva di licenze e autorizzazioni.