Edmondo Cirielli

“Condivido le affermazioni del presidente dell’Anm Piercamillo Davigo. Quanto accaduto sulla proroga delle pensioni per alcuni magistrati e’ grave e colpisce l’indipendenza e l’autonomia della Magistratura. I governi non possono scegliere chi fa o non fa il giudice”. Lo dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, responsabile nazionale del Dipartimento Giustizia. “La tesi del governo e del fido Legnini, ossia che il disastro della giustizia sia un problema di organizzazione degli uffici giudiziari, e’ davvero un’offesa all’intelligenza delle persone. Mancano 9.000 cancellieri e se ne assumono 2.000 nei prossimi tre anni; mancano 1.200 magistrati su 9.000 e ne vengono prorogati solo 18 mandando in pensione anticipata altre centinaia. La realta’ oggettiva non puo’ essere stravolta senza cadere nel ridicolo. Gentiloni metta le risorse sul tavolo e cambi passo”.

“Non so se nella ministra Lorenzin sia piu’ vergognosa l’ignoranza delle norme sanitarie o l’irresponsabilita’, come dimostra il caso dell’ospedale di Nola. Con atteggiamenti demagogici si cerca di fare lo scaricabarile sui medici costretti a lavorare in condizioni precarie per carenti problemi organizzativi provocati proprio da anni di tagli selvaggi voluti dal Pd di Renzi e dalla ministra Lorenzin”. E’ quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. “Oltre ai pazienti – spiega – sono i medici e gli infermieri della Campania la parte lesa del disastro sanita’ provocato oltre che dai tagli suddetti che significano meno pronto soccorsi, meno ospedali, meno posti letto, evidentemente anche dell’assurdo blocco del turn over che da anni ha determinato una carenza di medici ed infermieri che ormai produce situazioni paradossali come il vergognoso caso dell’ospedale di Nola”. “Un grazie ai medici coraggiosi che hanno prestato la propria assistenza nelle condizioni vergognose create dalla mala politica – conclude Cirielli -. L’unica che andrebbe licenziata e’ la ministra Lorenzin, non dal posto di lavoro perche’ non mi risulta ne abbia uno, ma da ministro della Repubblica”.