Egitto

Il ministero dell’Interno egiziano ha aumentato lo stato d’allerta “al piu’ alto livello in tutti i governatorati” egiziani dopo l’attacco alla moschea nel Sinai settentrionale. A riferirlo è l’agenzia Mena, che cita “fonti della sicurezza”. Misure rafforzate sono state prese attorno a luoghi di culto, accessi a città, autostrade, commissariati di polizia, rappresentanze diplomatiche, luoghi di intrattenimento come teatri, cinema, tra gli altri. Intanto si aggrava il bilancio dell’attentato compiuto ieri da estremisti islamici nella moschea di Al Rawdah, nella localita’ di Bir al Abed. Sono 305 le vittime, tra cui 27 bambini, e 128 i feriti.

La Germania e l’Egitto hanno firmato un accordo per bloccare il flusso di migranti. L’intesa e’ stata raggiunta ieri durante un incontro tra il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, e l’omologo tedesco Sigmer Gabriel. Lo ha riferito il portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel, Steffen Seibert, parlando di un accordo che “contrastera’ l’immigrazione illegale e il traffico di esseri umani”. In conferenza stampa Seibert ha dichiarato che in base all’intesa: “Ci sono una serie di misure per il sostegno politico ed economico per raggiungere un miglior clima e migliori condizioni di vita per i rifugiati in Egitto. Insieme, creeremo un centro di lavoro, migrazione e reintegrazione”. Il centro dovrebbe sorgere in Egitto.

“Quali nuovi importanti passi verso la Verita’ sul terribile omicidio di Giulio Regeni possono aver indotto al ripristino delle relazioni diplomatiche con Il Cairo?” A chiederlo è Laura Fasiolo, senatrice del Pd. “La vicenda, che ha toccato la sensibilita’ di tutto il Paese e non solo – dichiara Fasiolo – e’ stata di tale gravita’ che un cambio di rotta cosi’ importante deve trovare motivazioni davvero forti. Si parla di “nuove carte”, ma vorremmo capirne di piu'”. Fasiolo dice di non condividere “alcune espressioni di soddisfazione manifestate in queste ore” poiché “mortificano chi chiede a gran voce una verita’ mai neppure balbettata, il dolore di una famiglia, di una comunita’ di valori”.

L’aviazione militare egiziana ha compiuto raid contro “campi di addestramento dei terroristi in Libia” come risposta all’attentato al bus dei cristiani copto ortodossi nel governatorato di Minya, nell’Alto Egitto, dove sono morte 28 persone. Lo ha reso noto la tv di stato. I raid sono stati diretti contro la città di Derna, nella parte orientale della Libia. Il presidente egiziano, Abdel-Fattah al-Sisi, in un discorso televisivo si è impegnato ad attaccare qualsiasi campo di addestramento, in qualsiasi parte del mondo, dove ci siano prove di militanti pronti ad attaccare l’Egitto.

Papa Francesco si appresta a lasciare l’Egitto al termine del 18esimo viaggio apostolico. Alle 16.45, presso l’Aeroporto Internazionale del Cairo, la cerimonia di congedo di papa Francesco dall’Egitto. Presenti il Presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi e un picchetto d’onore. Il Papa salirà a bordo di un A321 dell’Alitalia, che decollerà alle 17 per rientrare in Italia. L’atterraggio a Ciampino è previsto per le 20.30. In un telegramma ad al Sisi, Bergoglio esprime la sua gratitudine: “Lasciando l’Egitto vorrei esprimere la mia gratitudine a lei e a tutto l’amato popolo egiziano per la calorosa accoglienza e ospitalità. Assicurando le mie preghiere, invoco per la Nazione la benedizione divina per la pace e la gioia”.

Un viaggio importantissimo, dai molti significati, in un Paese chiave per i rapporti tra occidente e Islam. E’ il viaggio di Papa Francesco, al Cairo. Vedra’ Al Sisi e il grande Imam della moschea Al-Azhar, uno dei piu’ rilevanti centri religiosi del mondo sunnita. E poi incontrera’ il Papa dei copti Tawadros II, che ha sfiorato la morte la scorsa domenica delle palme, una giornata terribile in cui sono stati uccisi 45 cristiani copti. Un viaggio fortemente voluto da Francesco – che non ha voluto l’auto blindata – dal chiaro valore simbolico: per i rapporti tra cristiani e musulmani, tra oriente e occidente, per il ruolo di chi cerca di portare pace nel tormentato medio oriente. Se ne parlera’ oggi a “Radio Anch’io”, in onda alle 8.30 su Rai Radio1. Tra gli ospiti: Samir Kahlil Samir, gesuita islamista, insegna al pontificio istituto orientale di Roma; Izzedin Elzir, imam di Firenze e presidente Ucoii (Unione delle comunita’ islamiche d’Italia); prof. Massimo Campanini, orientalista e studioso di filosofia islamica; Alessandro Giuli, direttore di Tempi; Alessandro Barbero, storico medievalista, prof. Universita’ del Piemonte Orientale; Marina Calculli, ricercatrice, politologa, specialista di Medio Oriente. Giorgio Zanchini conduce Radio Anch’io, dal martedi’ al venerdi’ dalle 8:30 alle 10:00.

“Il Signore converta i cuori delle persone che seminano terrore, violenza e morte, e anche il cuore di quelli che fanno e trafficano le armi”. E’ la preghiera conclusiva di Papa Francesco pronunciata in piazza San Pietro in occasione della Domenica delle Palme. Il Papa ha espresso cordoglio per le vittime dell’attentato compiuto questa mattina, Al Cairo in una chiesa copta e che ha causato 25 morti. “Al mio caro fratello, papa Tawadros II, alla Chiesa copta e a tutta la cara nazione egiziana esprimo il mio profondo cordoglio, prego per i defunti e i feriti e sono vicino ai famigliari e all’intera comunità” ha concluso Papa Francesco.

La Corte di Cassazione egiziana ha annullato la condanna all’ergastolo a cui era stato condannato l’ex presidente Mohamed Morsi, nel processo per collaborazione con organizzazioni straniere detto “spionaggio per Hamas”. Lo riferiscono fonti giudiziarie. La Cassazione ha ordinato la ripetizione del processo. L’ex presidente dell’Egitto era stato condannato all’ergastolo il 18 giugno del 2016 per aver passato armi e segreti di stato al Qatar allo scopo di indebolire l’Egitto. La carcerazione a vita per Morsi e la condanna a morte per l’alto dirigente della Fratellanza musulmana, Khairat el-Shater, sono state revocate durante una seduta dell’alta corte trasmessa in diretta televisiva.

La figura di Cleopatra e il racconto di una incredibile scoperta, quella dello scheletro di una donna senza nome, appartenente alla dinastia dei Tolomei regnante nell’antico Egitto. I temi si sviluppano nell’appuntamento con “a.C.d.C”, in onda sabato 29 ottobre alle 12.00 su Rai Storia. Ha inizio in Turchia il viaggio introdotto dallo storico Alessandro Barbero. Negli anni ’20 a Efeso alcuni ricercatori trovano i resti di una giovane. Solo all’inizio degli anni ’90, Hilke Thur, archeologa austriaca dell’Accademia delle Scienze, stabilisce che si tratta della principessa Arsinoe IV, sorella di Cleopatra e di Tolomeo XIV. “Eravamo scettici – spiega l’antropologo Fabian Kanz – poi, grazie alle moderne tecnologie, è stato possibile ricostruire il cranio e avere un’idea precisa della misteriosa donna sepolta a Efeso”. Ma perche’ Arsinoe viene sepolta a Efeso e non nella sua terra d’origine? Alla morte del padre, Tolomeo XIII, Cleopatra entra in conflitto con il fratello Tolomeo XIV e con la sorella Arsinoe che volevano rompere i buoni rapporti con Roma. Giulio Cesare arriva ad Alessandria, nel 48 a.C. e si schiera con Cleopatra. Arsinoe fugge dalla capitale, sostenuta dall’esercito e dal fratello Tolomeo, e viene acclamata regina. Sconfitta nella battaglia del Nilo, viene portata a Roma nel 47 a.C. Esiliata a Efeso nel tempio Artemision, viene assassinata dagli uomini di Marcantonio, amante di Cleopatra

La Corte di Cassazione egiziana ha confermato la condanna a 20 anni di carcere all’ex presidente Mohammed Morsi per le accuse legate all’uccisione di dimostranti nel 2012. A darne la notizia alcuni media locali. Il processo all’ex presidente egiziano riguarda la morte di manifestanti che protestarono nel dicembre 2012 davanti al palazzo presidenziale contro un suo decreto. Morsi, primo presidente democraticamente eletto nel Paese dopo la caduta del regime di Hosni Mubarak e’ stato deposto nel luglio 2013 in seguito alle rivolte popolari contro i Fratelli Musulmani e cavalcate dall’allora ministro della Difesa Abdel Fatah al Sisi, oggi alla guida dell’Egitto.