“Lo scossone che da oltre oceano l’elezione di Donald Trump ha portato con se’, potrebbe rivelarsi un’occasione perche’ i leader politici europei tornino insieme a sedersi attorno ad un tavolo, non per dividersi in mille politiche di interesse nazionalistico, ma per disegnare il volto di una nuova Europa unita”. Lo scrive Romano Prodi, gia’ presidente del Consiglio italiano e della Commissione europea, in una riflessione pubblicata da diversi settimanali diocesani del Nord-Est. “E forse questa – aggiunge Prodi – potrebbe essere anche la nostra ultima occasione, non solo perche’ se Trump realizzasse quello che promette potrebbero esserci conseguenze gravi per l’Europa, ma anche perche’ nessuna nazione, per quanto grande e potente sia, potra’ mai competere da sola con America e Cina. Vale per la Germania e anche per la Gran Bretagna”. Trump, osserva Prodi, “in fondo” e’ “molto simile ad un leader europeo” populista: “interprete della politica della paura ha vinto facendo leva proprio sul malessere e lo stato di insicurezza della classe media e operaia. Allo stesso modo dei populismi europei: la Brexit ha vinto nei sobborghi popolari e non a Londra, Trump nel Mid West e non a New York”. “Dunque – prosegue – non stupisce che non solo abbia espresso il suo caloroso apprezzamento nei confronti della Brexit, ma che abbia addirittura incoraggiato e auspicato nuovi abbandoni in seno all’Europa. Si tratta pero’ di una rivoluzione nelle relazioni tra Europa e Usa, di una interferenza inusuale e, dal mio punto di vista, di una caduta di stile notevole”.







