elezioni presidenziali

Urne aperte per 47 milioni di cittadini francesi, di cui 1 milione e 300mila registrati presso ambasciate e consolati all’estero, chiamati a votare per il primo turno delle presidenziali. I seggi hanno aperto alle 8 per chiudere alle 19, tranne che nelle grandi città, dove resteranno aperti fino alle 20. Il secondo turno è fissato per il 7 maggio. Il presidente – il cui mandato dura 5 anni – deve essere eletto a maggioranza assoluta dei voti espressi. Un secondo turno elettorale è in programma per il prossimo 7 maggio. La supervisione del voto è curata dal Consiglio Costituzionale, lo stesso che annuncia il risultato del voto. I candidati in lizza sono 11, quattro i favoriti secondo i sondaggi: Emmmanuel Macron, candidato di ‘En marche’, Marine Le Pen, leader del Front National, François Fillon, vincitore delle primarie di centrodestra, esponente di Les Républicains, Jean-Luc Chévenement, che incarna la sinistra ribelle del movimento ‘La France insoumise’, protagonista di una forte rimonta nei sondaggi nella fase finale della campagna. Segue ad una certa distanza Benoit Hamon, vincitore delle primarie del Partito socialista. Gli altri candidati sono Nathalie Artaud, François Asselineau, Jacques Cheminade, Nicolas Dupont-Aignan, Jean Lassalle, Philippe Poutou.

Sono pochissime le persone che sono state informate da Hillary Clinton della diagnosi di polmonite. Lo rivela il ‘New York Times’, citando fonti prossime alla candidata democratica alla Casa Bianca. Dopo essere stata informata dal medico della causa della sua tosse persistente, Hillary ne ha parlato con i familiari e i più stretti collaboratori, convinta com’era del fatto che la malattia non fosse una questione di cruciale importanza per gli elettori e che gli avversari avrebbero invece potuto usare la notizia contro di lei. I pochi informati si sono sentiti ribadire l’intenzione della candidata di procedere con la campagna e con gli impegni già fissati. Hillary chiaramente contava di potersi riprendere nel fine settimana, quando aveva in programma solo due impegni minori, secondo le fonti citate dal giornale. Ma il modo in cui la malattia è diventata di dominio pubblico, ha ravvivato i timori tra i suoi sostenitori e le critiche tra i suoi detrattori per la tendenza della ex first lady a trincerarsi in una sfera di privacy non appena avverte una minaccia politica. Il suo desiderio di controllare in modo rigido le informazioni riguardanti la sua persona si è rafforzato durante gli anni ’90, l’ha condizionata nell’uso del server di email private quando era segretario di stato e ora rischia di farla sembrare un’altra volta una persona che ha qualcosa da nascondere, commenta il quotidiano.