europa sociale

“Non ci si deve arrendere ad una narrazione negativa che indica l’Unione europea come esperienza fallimentare e capro espiatorio di tutti i problemi attuali. Problemi ve ne sono e non serve negarli”. Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini, nel suo intervento alla celebrazione del Sessantesimo anniversario dei trattati di Roma in corso nell’aula di Montecitorio. “La crisi economica- aggiunge la presidente della Camera- ha colpito pesantemente i nostri Paesi. Sono cresciute la disoccupazione, le diseguaglianze sociali e le fasce di poverta’. E le politiche restrittive con le quali le istituzioni europee e gli Stati membri hanno scelto di rispondere alla crisi non hanno certo alleviato questi problemi. Ma a questo si reagisce con un cambiamento nella politica economica, non prospettando un ritorno al protezionismo nazionale”. Boldrini spiega: “Piu’ Europa sociale, questa e’ la priorita’. Che significa piu’ investimenti per la crescita e per l’occupazione. E non c’e’ dubbio che la debolezza delle istituzioni europee, determinata dall’egoismo di alcuni Stati membri, abbia impedito una gestione razionale e condivisa di grandi problemi, primo fra tutti quello dei richiedenti asilo. Ma qualcuno puo’ davvero sostenere che problemi come i flussi migratori, la lotta al terrorismo, le politiche energetiche, il riscaldamento climatico, possono essere risolti da ogni Paese per proprio conto? Se le istituzioni europee non riescono a dare risposte tempestive e’ proprio perche’ quello dell’integrazione europea e’ ancora un progetto incompiuto. E questa incompiutezza non consente al nostro continente di sprigionare tutte le proprie potenzialita’ e di essere un protagonista di primo piano nella scena globale”.

“In queste settimane la questione sociale e’ diventata un tema di grande discussione in molte sedi, a cominciare da quella europea, credo sia un bene, abbiamo un grande bisogno di un’Europa sociale, ma l’Europa deve cambiare politica economica”. Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenendo alla presentazione del rapporto annuale dell’Inps. “Non si puo’ far camminare in parallelo austerity e politiche sociali e per questo motivo il nostro Paese insiste con forza perche’ si cambi l’impianto e la struttura. Noi chiediamo di affrontare le tematiche sociale ma in un disegno diverso. Le politiche sociali hanno molto a che fare con le politiche economiche e del lavoro, noi abbiamo bisogno che rapidamente si prendano delle decisioni”.