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Non c’è tempo da perdere: al M5S il reddito di cittadinanza o qualcosa che ci assomigli, serve prima delle Europee. I sondaggi confermano che il bluff interpretato dai seguaci di Grillo e di Casaleggio è stato ormai ampiamente smascherato. L’incompetenza e l’improvvisazione che hanno sin qui dimostrato molti dei suoi ministri, l’evanescenza e l’inconsistenza politica del premier Giuseppe Conte, l’arroganza del capo politico nonché vicepremier in coabitazione, Luigi Di Maio sono sotto gli occhi di tutte le persone dotate di buonsenso e decenza. Ciò che occorre, per non vedersi doppiati dalla Lega di Salvini è portare in dote il reddito di cittadinanza. Poco importa se nel frattempo il nostro Paese andrà a rotoli e se rimarrà isolato dall’Unione europea. La vita politica, la sopravvivenza del personale politico pentastellato, altrimenti destinato ai giardinetti, dipende dalla elargizione di un sussidio ai disperati del Mezzogiorno, che potranno prontamente ricambiare con il loro voto per il rinnovo del Parlamento europeo, sbarrando il simbolo del M5S.

Sabato a Palazzo Venezia, via Benedetto Croce 19, ore 18.00, Yanis Varoufakis, cofondatore del movimento europeo DiEM25, sarà con Luigi de Magistris, presidente del movimento demA, Benoit Hamon, già candidato alle presidenziali francesi, e forze progressiste da Germania, Polonia, Danimarca, Grecia e Portogallo per costruire la prima lista transnazionale per le elezioni europee. “Per la prima volta si lavorerà a costruire una vera lista transnazionale, che presenterà un’unica lista di candidati con un unico programma in tutto il continente alle elezioni europee del 2019” sostiene Yanis Varoufakis. “Liberare l’Europa dalle politiche liberiste ed oligarchiche è un obiettivo politico necessario per garantire i diritti e soddisfare i bisogni del popolo europeo. – specifica Luigi de Magistris – Per un’Europa della giustizia sociale, della solidarietà e dell’uguaglianza”. “In tutta Europa i principali beneficiari delle scellerate politiche dell’establishment e della spettacolare incapacità della sinistra di articolare un programma politico credibile sono le forze nazionaliste o xenofobe. C’è urgenza di un nuovo progetto politico europeo e nazionale, serio e dirompente. I risultati delle elezioni italiane chiamano un nuovo inizio. Occorre una strategia coordinata a livello europeo, nazionale e municipale, che sia capace di affrontare le grandi crisi del nostro tempo: dal cambiamento climatico alle migrazioni, dall’evasione fiscale delle multinazionali al ricatto del debito, dall’emergenza del lavoro alla povertà crescente. Senza dimenticare l’urgenza di una profonda democratizzazione dell’Unione Europea”, si legge in una nota . “Dopo i risultati elettorali è chiara la necessità di una nuova forza progressista, aperta e anti-sistema capace di offrire un’alternativa credibile in Italia e in Europa”, aggiunge Lorenzo Marsili, co-fondatore italiano di DiEM25. Nessuna risposta a questi problemi può arrivare dall’attuale establishment europeo e nazionale. Né potrà arrivare dai nuovi populismi e nazionalismi che dilagano in tutto il continente e che sono il risultato diretto delle politiche nefaste di questi anni. Il 10 marzo si parte per aprire un terzo spazio e costruire una nuova alternativa politica.