Farage

‘Oggi ho deciso di farmi da parte come leader dell’Ukip. Ho riavuto indietro il mio Paese, ora rivoglio la mia vita”. E’ il tweet di Nigel Farage dopo l’annuncio delle dimissioni. La vittoria del Leave è il coronamento della mia ambizione politica. Mi sono lanciato in questa battaglia perché volevo che diventassimo una nazione che si governa da sola, non per diventare un politico di carriera”. “L’Ukip si trova in una buona posizione e continuerà, con il mio sostegno, ad attrarre voti. Mentre stiamo per lasciare l’Unione Europea, i termini della nostra uscita non sono chiari”, ha proseguito Farage, affermando che sia conservatori che laburisti rischiano di perdere sempre più contatto con i loro elettori a profitto dell’Ukip. E’ la terza volta che Farage si dimette da leader dell’Ukip. Aveva guidato il partito fra il 2006 e il 2009, poi è tornato al vertice dopo le elezioni del 2010. Si era poi dimesso successivamente alle elezioni del maggio 2015, dopo che non era stato eletto deputato. Ci aveva però presto ripensato, tornando a guidare il partito. Questa volta, ha però assicurato, non sarà così. Anche se, nota il Guardian, Farage ha lasciato intendere di voler esercitare un ruolo nei negoziati per la Brexit, dicendo di “avere forse qualcosa da dare”.

“Rimarremo con Farage. Adesso vedremo che cosa accadra’ ai parlamentari inglesi. Con Farage abbiamo sempre spinto sul tema della democrazia diretta” ma “ci sono  tante differenze con Farage. Ricordo l’inizio dell’esperienza Ue: loro erano voltati di spalle durante l’esecuzione dell’inno europeo, i nostri lo cantavano. Non sempre sono alleanze sulle quali si condivide con tutto”. Cosi Luigi Di Maio a “In 1/2 ora” su Rai Tre. “Perche’ non l’ho incontrato nel mio viaggio a Londra? Corbyn era li’, Farage non era li’ a Londra”.