Federconsumatori

“Il gioco d’azzardo, specialmente quello facilmente accessibile delle sale slot e delle tabaccherie, è ormai un problema sociale a prescindere da ogni eventuale infiltrazione mafiosa o criminale. Il gioco d’azzardo, anche quando è legale, è un problema che deve trovare soluzioni efficaci. In Sicilia, come nel resto dell’Italia, fiumi di denaro vengono letteralmente bruciati dai consumatori nelle cosiddette ‘macchinette'”. A dirlo è Federconsumatori Sicilia, dopo il blitz antimafia che a Palermo ha portato all’esecuzione di 31 ordinanze di custodia cautelare. In Sicilia, la città capoluogo di provincia dove si gioca di più è Ragusa, con 874 euro pro capite, seguita da Caltanissetta (694 euro pro capite) e Catania (668 euro pro capite). “Complessivamente, nelle sole città capoluogo di provincia siciliane – spiegano da Federconsumatori – nel 2016 le macchinette legali hanno divorato 854 milioni di euro. Questo per quanto riguarda il gioco ufficiale, senza considerare le macchinette truccate che non avendo il collegamento all’Agenzia delle Entrate non sono tracciabili”.

“Il servizio mandato in onda dalla trasmissione di Raiuno ‘Parliamone Sabato’ sta, giustamente, suscitando lo scalpore e l’incredulità dell’opinione pubblica e presso i nostri sportelli stiamo ricevendo numerose segnalazioni in merito”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono Adusbef e Federconsumatori. E’ gravissimo, sostengono le due associazioni dei consumatori, “che i professionisti dell’informazione che curano i contenuti di un programma realizzato dal servizio pubblico creino uno spazio di dibattito televisivo sulla presunta preferenza degli uomini italiani per le donne originarie di Paesi dell’Europa orientale. Nel giro di pochi minuti i telespettatori si sono trovati ad assistere ad un concentrato di sessismo e razzismo: uno spettacolo politicamente scorretto ed eticamente inaccettabile, nonché un pesante affronto a tutte le donne”. Si tratta, sottolineano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, “di un episodio inaudito e quasi stentiamo a credere che gli autori abbiano elaborato contenuti tanto offensivi. Apprezziamo comunque che almeno il Presidente Rai Monica Maggioni abbia espresso il proprio rammarico e si sia scusata”.

“Per quanto riguarda il Pil in termini grezzi, c’è un piccolo miglioramento rispetto alle stime del Governo, che erano ferme a +0,8%. Bene, quindi, ma non basta per scongiurare la necessità di dover fare una manovra correttiva”. Ad affermarlo in una nota è Massimiliano Dona (nella foto), il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori commentando i dati diffusi oggi dall’Istat. “Se c’è la volontà politica, comunque, si possono far quadrare i conti senza tassare nuovamente i cittadini, aumentando la pressione fiscale che ha già raggiunto livelli insostenibili. Si tratta di agire sul lato delle spese e degli sprechi che ancora abbondano come attestano i dossier dei vari commissari alla spending review”, sottolinea ancora Dona. “Le famiglie continuano ad essere in affanno e non potrà essere altrimenti finché non verranno messe in atto concrete ed incisive politiche per la ripresa occupazionale”, sottolineano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Di fatto, rilevano, “la nostra economia continua ad essere intrappolata in una spirale depressiva che non accenna a spezzarsi. I cittadini, soprattutto i più giovani, hanno bisogno di una politica che restituisca loro prospettive, speranze e futuro: sono infatti ancora troppe le famiglie che sostengono economicamente figli e nipoti senza occupazione”. Investimenti per la ricerca, per lo sviluppo tecnologico, per la messa in sicurezza antisismica, per la realizzazione e la modernizzazione delle infrastrutture e per la valorizzazione dell’offerta turistica, sottolineano, “sono indispensabili per il rilancio della nostra economia. Basti pensare che, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, sarebbe sufficiente far tornare la disoccupazione ai livelli pre-crisi (quindi ad un 6% comunque eccessivo a nostro parere) per aumentare il potere di acquisto delle famiglie aumenterebbe di circa +40 miliardi di Euro l’anno”.