Finora non era considerato un’arma utile nelle mani di Madrid per gestire la crisi catalana, ma la linea dura scelta da Barcellona, che si prepara a dichiarare l’indipendenza, e il sostanziale via libera del re Felipe VI, che ieri in un discorso durissimo ha detto che è “responsabilità dei poteri legittimi dello Stato garantire l’ordine costituzionale” l’ha riportato d’attualità. E’ l’articolo 155 della costituzione spagnola, agitato da giorni come uno spettro dal governo di Mariano Rajoy, mai applicato e finora osteggiato apertamente dalle opposizioni. Ieri ne ha parlato la vicepremier Soraya Sáenz de Santamaría: “il governo ha pronto ogni mezzo per proteggere il popolo di Catalogna, il cui interesse generale è il più danneggiato”. Il richiamo all'”interesse generale” è un riferimento esplicito all’articolo 155, che recita: “Se una comunità autonoma non rispetta gli obblighi che la Costituzione o altre leggi le impongono, o agirà in modo da attentare gravemente all’interesse generale della Spagna, … con l’approvazione della maggioranza assoluta de Senato, potrà adottare le misure necessarie per obbligarla a rispettare forzosamente gli obblighi e per proteggere l’interesse summenzionato”.





