femminicidio

“Ogni energia va profusa per impedire che le donne diventino il bersaglio dell’odio e del risentimento”: così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia per l’8 marzo al Quirinale. “Contro il femminicidio – aggiunge il capo dello Stato – occorre puntare sull’educazione”.

Quella sull’aumento del numero dei casi di violenza sulle donne non è solo una percezione maturata nell’opinione pubblica a fronte del puntuale resoconto mediatico. No. Si tratta realmente di un fenomeno che non accenna a diminuire e nei confronti del quale si ha la sensazione di non riuscire a contrastarlo nel migliore dei modi. A confermarlo sono i numeri: ebbene, nei primi 10 mesi del 2017 sono state 114 le donne vittime di omicidio volontario, ed è un trend che conferma l’andamento registrato nel 2016. Lo evidenzia il quarto rapporto di Eures sul femminicidio in Italia, diffuso in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra il 25 novembre. Tra il 2015 e il 2016 il numero di femminicidi in Italia è tornato ad aumentare, passando da 142 a 150 (+5,6%), soprattutto a causa di una forte crescita del fenomeno nelle regioni del Nord e del Centro. Sempre nel 2016 a livello di regioni il numero più alto di femminicidi lo si è registrato in Lombardia (25 vittime), seguita dal Veneto (17, ma in forte aumento rispetto ai 7 dell’anno precedente), terza la Campania (nonostante un calo dei casi, passati 31 a 16), e quarta l’Emilia Romagna (13). Nello scorso anno il 76,7% dei femminicidi è maturato in un contesto familiare e affettivo, con una forte connotazione negativa data da possesso e gelosia, ma anche dall’isolamento e dal disagio. Sul banco degli imputati l’uomo, la sua concezione proprietaria della donna, la sua pochezza, la sua rozzezza.

La mobilitazione dell’associazionismo sindacale contro la violenza ed il femminicidio porta un contributo significativo di contenuti e proposte che deve essere ascoltato dalla politica e dalle istituzioni. I recenti e purtroppo numerosi tragici fatti di cronaca testimoniano infatti non solo un problema culturale nei confronti dei diritti e della dignità delle donne, ma anche la necessità di applicare con maggiore efficacia e rigore le leggi vigenti, per prevenire e reprimere questo terribile fenomeno”. E’ quanto dichiara Silvia Fregolent, responsabile del dipartimento Pari opportunità e Diritti civili del Pd, sull’appello della Cgil contro la violenza maschile.

“Forza Italia ribadisce la posizione espressa in tutte le opportune sedi parlamentari: si faccia al piu’ presto una legge che funzioni e che sia applicabile a tutela degli organi dei crimini in famiglia”. Lo ha sottolineato Paolo Romani, presidente dei senatori di Fi, aggiungendo che “Forza Italia e’ indiscutibilmente a favore del rapido varo di un provvedimento che tuteli gli orfani dei crimini domestici: nessun rallentamento dunque in Commissione Giustizia al Senato, dove la mancata assegnazione in deliberante non dipende da un contrasto sui contenuti e obiettivi della norma, quanto dalla necessita’ di superare e correggere alcuni errori materiali del testo proprio al fine di una rapida approvazione”.

Presadiretta torna a occuparsi di scuola con l’inchiesta Caos scuola, di Alessandro Macina, in onda su Rai3 lunedì 23 gennaio alle 21.15. Perché la scuola italiana vive un’eterna emergenza? Oltre 2 milioni e mezzo di studenti in Italia hanno cambiato insegnanti, quasi 1 insegnante su 3 ha cambiato cattedra, le carenze tra gli insegnanti di sostegno sono vicine al 50%. E poi c’è il problema supplenti, da settembre a oggi ne sono stati chiamati già 80 mila proprio nell’anno del piano straordinario di assunzioni messo a punto dalla Buona Scuola. E, ancora, nel servizio Senza rete, di Elena Stramentinoli e Antonella Bottini, si fa luce sul piano nazionale per la protezione delle donne dalla violenza. E sulle vittime dimenticate, gli orfani dei femminicidi, che sono spesso dei bambini che si ritrovano senza la mamma e con il padre in carcere. Nella trasmissione anche un reportage girato tra Italia e Albania di Liza Boschin su come è cambiata la vita degli albanesi in fuga dal loro Pese e approdati nel 1991 sulle coste italiane. Nel nuovo appuntamento con le interviste di “Iacona incontra” un faccia a faccia con Frauke Petry, la leader del più importante partito tedesco di estrema destra, “Alternativa per la Germania”. Alle ultime elezioni regionali il partito che guida da poco più di un anno ha incassato l’ennesimo successo elettorale perfino nella regione della Merkel. La Petry si candida a correre come futura Cancelliera. E infine, un tributo speciale a Giulio Regeni, rapito al Cairo alle sette di sera del 25 gennaio di un anno fa e ritrovato il 3 febbraio morto, con il corpo martoriato dalle torture. Il programma ripropone un estratto della lunga inchiesta di Giulia Bosetti sul racconto dei molti lati oscuri di questa vicenda.

Tante le iniziative che si svolgono oggi in Italia nella giornata mondiale contro il femminicidio. Tra queste, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, si tiene il convegno ‘Violenza contro le donne: prevenzione e contrasto’ organizzato su iniziativa della vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, dell’Ordine degli avvocati di Roma, dell’Associazione Donne Giuriste Italia, sezione di Roma e dell’Associazione Laureati Luiss. All’evento parteciperanno tra gli altri, Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Paola Severino, Rettore dell’Universita’ Luiss Guido Carli, Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia, Filippo Bubbico, viceministro dell’Interno, Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm. “La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne deve spingerci a mobilitarci per cambiare questa orribile situazione”. A sostenerlo oggi su “QN” è il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan. “Sono quasi sette milioni le donne italiane che hanno dichiarato di aver subito nel corso della loro vita una violenza fisica o sessuale dal partner o dall’ex- dice Furlan- Nonostante le leggi contro il femminicidio o lo stalking, nel 2015 ci sono state 128 donne uccise nel nostro paese per mano di ex mariti o fidanzati”. Per la Furlan “Anche il sindacato può fare molto attraverso la contrattazione per prevenire le forme di discriminazione sessuale e tutelare la donna in ogni ambito della vita civile”. La regione Liguria ha annunciato l’esenzione del ticket sanitario per le donne vittime di violenza, impegno che segue una decisione del consiglio regionale. “Abbiamo predisposto l’esenzione del ticket sanitario per gli esami e per la presa a carico delle donne vittime di violenza sessuale o domestica che accedono a tutti i Pronto soccorso della regione”. Così l’assessore regionale alla sanità, Sonia Viale.

E’ morta stamani poco dopo le 6 la donna aggredita ieri e data alle fiamme dopo essere stata cosparsa di liquido infiammabile. Lo si è appreso dall’Azienda ospedaliera universitaria pisana. Vania Vannucchi, 46 anni, era stata ricoverata ieri al centro ustionati dell’ospedale Cisanello di Pisa con ustioni estese e profonde sul 90% del corpo, dopo l’aggressione subita a Lucca. Il presunto aggressore, Pasquale Russo, anche lui 46enne, è stato arrestato.

“Io sono per l’introduzione di un reato ad hoc per chi consuma reati davanti ai bambini”. Lo afferma Giulia Bongiorno, in tema di femminicidio, in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano Il Mattino. “Quando uccidi una donna davanti a un minore uccidi anche la bambina. Questa sarà una futura donna”. E continua: “Il dramma crea delle conseguenze devastanti. La costringerà a vivere in una sorta di terrore permanente”.  L’avvocato penalista, impegnata nell’associazione ‘Doppia difesa’ nella tutela delle donne, nei giorni scorsi ha twittato, riferendosi a un fatto di cronaca: “Pavia. Uccide la moglie davanti alla figlia. Doppio femminicidio”. E sulla legge sostiene: “La lentezza del processo penale è imbarazzante”. Per la Bongiorno “Tante buone intenzioni. E poi il nulla” e le “condanne sono state inasprite. Ma in sede processuale vengono svuotate”. Riferendosi a Maria Elena Boschi, la Bongiorno afferma che il pacchetto anti-violenza annunciato dal ministro per le Riforme istituzionali “sembra davvero poco”.

Uomini violenti, che non accettano di essere lasciati dalle proprie compagne, vittime di stalking in alcuni casi e di violenze fisiche e verbali. E’ questo in molti casi lo scenario dei tanti casi di uccisioni di donne da parte dei loro ex mariti o conviventi. Oggi un altro caso: una donna é stata uccisa in modo brutale dal suo ex. E’ accaduto. Pastrengo (Verona). La vittima una maestra elementare di 46 anni, Alessandra Maffezzoli, pugnalata e colpita alla testa con un vaso dal suo ex convivente, Giuliano Falchetto, 53 anni, di Caprino Veronese. Dopo aver compiuto l’omicidio, l’uomo, professione barista, si è allontanato in macchina. Mentre le pattuglie dei carabinieri lo stavano già cercando è arrivata alla centrale la segnalazione del portiere di un albergo di Castelnuovo che ha riferito della presenza di un uomo che si aggirava con fare sospetto nella struttura turistica. Portato in caserma dopo essere stato rintracciato, l’uomo ha confessato l’omicidio davanti al magistrato. Da confermare il tentativo di suicidio da parte del barista che, prima di essere bloccato dagli uomini delle forze dell’ordine, avrebbe tentato di suicidarsi gettandosi nel lago.

Per sostenere le iniziative contro il femminicidio che si stanno sviluppando sui social, oggi Laura Boldrini ha esposto un drappo rosso dalla finestra del suo ufficio a Montecitorio. Il presidente della Camera ha spiegato il motivo della sua azione, con tanto di video sulla sua pagina Facebook, sostenendo di aderire all’appello lanciato da un gruppo di donne che in rete invitava tutti ad esporre una stoffa di colore rosso, a simboleggiare il sangue delle vittime. Il presidente della Camera non è nuovo ad iniziative eclatanti del genere ed è stato sovente criticato da più parti per il carattere poco istituzionale delle medesime.