Fertility Day

In occasione della ricorrenza della Giornata Mondiale della Contraccezione si svolgera’ domani lunedi’ 26 settembre 2016 alle 13 presso la Sala Stampa di Montecitorio la conferenza stampa promossa dalla Consulta dei Consultori Familiari per riportare l’attenzione sulla necessita’ e l’importanza di garantire alle donne e alle coppie il diritto di accesso alla procreazione cosciente e responsabile. In questi giorni si e’ parlato molto di fertilita’ e salute della donna, a proposito della campagna della ministra Lorenzin per il ‘Fertility Day’. Nel Piano Nazionale per la Fertilita’ del Ministero della Salute i consultori vengono investiti di compiti prettamente sanitari, snaturando quanto previsto dalla normativa in vigore, che prevede un approccio multidisciplinare, e ignorando il fondamentale ruolo che i consultori gia’ esercitano sulla salute riproduttiva. Per garantire davvero la salute e la consapevolezza delle scelte riproduttive e’ necessario mettere a disposizione della donna e della coppia gli strumenti per esercitare il diritto alla maternita’ e paternita’ consapevoli e responsabili attraverso l’accesso alla Pianificazione Familiare e alla contraccezione sicura, facile, gratuita. Perche’ il diritto alla salute sia esercitabile e perche’ la maternita’ e la paternita’ siano davvero una scelta, la contraccezione deve essere al centro della progettualita’ e dell’operativita’ dei consultori. Le Istituzioni regionali e nazionali che hanno la responsabilita’ sulla organizzazione e la gestione dei servizi per la salute, si impegnino realmente per il potenziamento della rete dei consultori. Intervengono alla conferenza stampa Pina Adorno, Consulta Consultori Roma; Anna Pompili, Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto (Amica); Serena Fiorletta, Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo (Aidos)); Marica Di Pierri, A Sud; Maria Paola Costantini, CittadinanzAttiva; Vittoria Tola, Unione Donne in Italia (Udi).

Oggi 700mila persone non riescono ad avere bambini per tanti motivi e molti di questi sono dovuti a patologie che potevano essere evitate con la prevenzione. Molti non sanno che ci sono delle cure e delle terapie, che io ho voluto fortemente venissero inserite nei Livelli essenziali di assistenza. Non sanno che queste terapie saranno gratuite e non sanno a chi rivolgersi.”. Cosi’ il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in occasione del Fertility Day, la prima edizione della giornata nazionale dedicata all’informazione e alla formazione sulla fertilità istituita con direttiva del presidente del Consiglio dei ministri a luglio. Ha detto Lorenzin: “Spero che da questa giornata emergano delle indicazioni per tutte queste persone, uomini e donne, che stanno vivendo una fase particolare della propria vita e che hanno bisogno di un supporto informativo”. L’evento si e’ svolto contemporaneamente a Bologna, Padova e Catania, con la partecipazione di operatori sanitari, societa’ scientifiche, associazioni, studenti e giornalisti. Ha collaborato alla promozione del Fertility Day l’Anci, Associazione nazionale comuni italiani. Intanto dopo l’ennesima polemica sulla campagna del ministero della Salute per il Fertility Day, il ministro Lorenzin ha revocato l’incarico al direttore generale della Comunicazione e dei rapporti europei internazionali. Come riporta l’agenzia Ansa, si tratta di Daniela Rodorigo, avvocato, 47anni. Fra i 16 dirigenti con incarico di prima fascia, percepisce uno stipendio lordo annuo di circa 236 mila euro composto dallo stipendio annuo di 55mila euro piu’ la quota fissa, quella variabile, premi e altre voci. Ha un curriculum giuridico e ha seguito corsi di specializzazione in gestione sanitaria. Nel 2011 ha realizzato, in collaborazione con Sapienza Universita’ di Roma, il progetto “Linee guida per la comunicazione on line in materia di tutela e promozione della Salute”.

Alcune persone stanno manifestando a Roma per protesta contro il Fertility Day, la giornata di oggi dedicata all’informazione sulla fertilità, che è stata al centro del dibattito per una campagna non gradita del ministero della Salute. Clessidre, cuscini per dire di essere in attesa ma “di diritti, welfare, diritto allo studio, ambiente sano e adozioni per le coppie omosessuali”. Così è stato dato il via al Fertility Fake. I manifestanti si sono radunati all’ingresso di via Alibert, dove si svolge una delle tavole rotonde del Fertility Day, chiedono le dimissioni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin e di essere ricevuti per poter parlare. Molti gli slogan con l’hashtag #sonoin attesa, per esempio di asili nido, ambiente sano ed altro. Alla protesta, che è partita sul web, hanno aderito alcune organizzazioni e associazioni, tra cui Cgil, Arci, Act, Artemisia, Rete della conoscenza, Anddos, Unite in rete, Libere tutte, Coordinamento contro la violenza di genere e il sessismo, A Sud e Udi, Unione donne in Italia. Anche in altre città italiane sono previste manifestazioni di protesta. Ha detto a margine dei lavori il ministro Lorenzin: “Nel Fertility Day parliamo di salute, poi c’è l’aspetto politico e nella politica ci sono le strumentalizzazioni, e mi sa che c’è un sacco di gente che aspira a fare il ministro della Salute: va benissimo, ma io intanto mi occupo di cose vere”.

Un nodo rosso su sfondo bianco e la scritta ‘Fertility Day, parliamo di salute’. Dopo le polemiche dello scorso agosto, è pronta la nuova Campagna sulla fertilità promossa dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin e che verrà presentata il prossimo 22 settembre. Scompaiono i contenuti a sfondo ‘sociale’ – da alcuni interpretati come un invito a fare figli, ritenuto offensivo nei confronti di alcune categorie di cittadini – cosi’ come le immagini delle cartoline che erano state contestate, fra queste la più famosa quella della donna con il pancione e la clessidra in mano. Ed il messaggio è tutto focalizzato sulla salute, la medicina della coppia ed i consigli pratici su come proteggere la fertilità maschile e femminile e prevenire malattie sessualmente trasmissibili. In otto opuscoli, si spiega appunto come proteggere la fertilità e sarà anche attivo un sito web (probabilmente da oggi pomeriggio) dedicato all’iniziativa. Ogni opuscolo, da distribuire ai cittadini e dal contenuto strettamente medico, è focalizzato su un tema: ‘Infezioni sessualmente trasmissibili e la fertiltà’, ‘Giusto o sbagliato, sfatiamo i falsi miti sulla fertilità … maschile … femminile’, ‘Proteggi la tua fertilità, consigli per tutelare la salute del tuo apparato riproduttivo’, sono alcuni dei titoli. Obiettivo del primo opuscolo è ad esempio chiarire quali sono le malattie sessuali trasmissibili più comuni e come si trasmettono. Ma centrale è pure il messaggio sul come proteggersi: evitando i rapporti sessuali a rischio ma anche, in merito ai consigli pratici della Campagna, utilizzando correttamente il preservativo dall’inizio alla fine del rapporto, ed in tutti i tipi di rapporti sessuali. Mentre tra i ‘falsi miti’ indicati, vi è quello per cui Bere alcol migliora le performance a letto (Falso) o ‘lo stress non modifica la fertilità (Falso)’. Negli opuscoli-vademecum si parla pure di fattori di rischio, alcol, le due malattie più diffuse e frequenti cause di infertilità (endometriosi e varicocele), i consigli in pillole per lei e lui, il ginecologo e l’andrologo ”grandi alleati”. E c’è spazio anche per un test di ‘verifica’. Inoltre, partendo dal dato per cui l’infertilità di coppia, nella metà dei casi, dipende da lui – ma un uomo su 3 non ne è consapevole e dunque non si cura – la Campagna veicola messaggi riguardanti la salute riproduttiva e la fertilità riguardanti sia l’uomo sia la donna, con pari attenzione. Per il 22 settembre previste iniziative in 4 città: convegni sui grandi temi della fertilità si svolgeranno a Roma, Bologna, Padova e Catania.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin fa un passo indietro dopo le proteste suscitate verso la campagna sul Fertility day, in particolare su alcune immagini della donna in relazione alla giornata della fertilità promossa per il 22 settembre. “Rimoduleremo i messaggi, non ci interessa offendere ma solo provocare una riflessione”, ha detto il ministro. “La campagna non è piaciuta? Ne facciamo una nuova. #fertilityday è più di due cartoline, è prevenzione, è la #salute degli italiani”, ha scritto Lorenzin su Twitter .

E’ partito il conto alla rovescia per il primo ‘Fertility Day’, e le polemiche sono già iniziate. Per il 22 settembre prossimo è stata promossa dal ministero della Salute una giornata nazionale di informazione sulla fertilità e sui social è già partita la campagna di presentazione. Non tutti, però, hanno apprezzato i toni e gli slogan della campagna. La giornata della fertilità nasce, secondo quanto scritto sul sito del ministero della Salute, “per richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sul tema della fertilita’ e della sua protezione. La sua istituzione è prevista dal Piano Nazionale della Fertilità per mettere a fuoco con grande enfasi: il pericolo della denatalità nel nostro Paese, la bellezza della maternità e paternità, il rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori, l’aiuto della medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini”. Esiste anche un sito dedicato, www.fertilityday2016.it, e l’hashtag #fertilityday. A Roma, Padova, Bologna e Catania il 22 settembre ci saranno anche una serie di tavole rotonde sull’argomento. A destare maggiore scalpore sono le ‘cartoline’ studiate apposta per il lancio della giornata. Una serie di immagini piuttosto esplicative, accompagnate da didascalie che non sono passate inosservate, e neanche sono piaciute, agli utenti del web. Da ‘La bellezza non ha età, la fertilità sì’ a ‘Datti una mossa! Non aspettare la cicogna’, passando per ‘Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi’ e ‘La fertilità è un bene comune’, i social network non perdonano la campagna promossa dal ministero e attaccano la titolare Beatrice Lorenzin. Se, per il momento, il mondo della politica non ha ancora sviscerato l’argomento, i social non hanno invece aspettato neanche un secondo. E fra Facebook e Twitter è un fioccare di commenti negativi. Su Twitter l’hashtag #fertilityday è diventato subito trend topic, anche se non come gli ideatori avevano sperato. E si passa da chi cinguetta “Ora che la Lorenzin ci ha suggerito di fare figli, il ministro delle finanze ci dirà come mantenerli?”, a chi polemicamente scrive “Non ho bisogno di un #fertilityday, datemi una pari retribuzione ed una legge che vieti di chiedere le mie intenzioni in sede di assunzione”. E c’è chi attacca direttamente la ministra: “La frizzante #Lorenzin promuove il #fertilityday per ricordare a noi donne che siamo il nostro utero e che il medioevo non era poi così male”. E, a cartolina, c’è chi risponde con la stessa moneta: è la rete ACT!, una piattaforma di attivisti impegnati nel sociale e nella politica. La rete ACT! Ha preparato una cartolina nella quale una ragazza guarda con il volto preoccupato la clessidra e di fianco la scritta: “Un figlio è a tempo determinato, il mio lavoro no. Altro che #fertilityday”.

Nel 2014 i bambini nati in provetta sono stati 12.568. Sono i dati del Ministero della Salute, contenuti nella Relazione illustrata al Parlamento sullo stato della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita. Le donne che aspirano a diventare mamme sono sempre più grandi, una su tre ha più di 40 anni. “La percentuale di gravidanze per ciclo resta sostanzialmente stabile: 10,0% per inseminazione semplice, 19,4% per tecniche a fresco di II e III livello – si legge nella nota diffusa dal Ministero – Restano costanti le gravidanze gemellari, mentre i parti trigemini sono l’1,2%, il doppio della media europea, pari allo 0,6% (European Society Human Reproduction and Embriology ESHRE 2011), con una variabilità fra i centri fra lo 0 e il 14,6%”. Confermata la tendenza secondo cui il maggior numero dei trattamenti di fecondazione assistita avviene nei centri pubblici e privati convenzionati, pur essendo in numero inferiore rispetto alle strutture private. Quest’anno si terrà il primo Fertility Day, giornata di informazione e formazione dedicata alla fertilità. “Mi auguro – ha dichiarato il ministro Beatrice Lorenzin – che le azioni del Piano Nazionale per la Fertilità e in particolare la giornata del 22 settembre prossimo, in cui sarà celebrato il primo Fertility Day, possano avviare processi in grado di aumentare l’attenzione e la cura della propria fertilità e di condurre alla diagnosi di infertilità, ed agli eventuali trattamenti con l’aiuto della Medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini, prima che sia troppo tardi, per favorire un aumento della natalità nel nostro Paese”.