“La presenza nel dibattito politico istituzionale del tema della nomofilachia (ovvero dell’uniforme interpretazione e applicazione del diritto) si spiega con la crescente esigenza di certezza del diritto e di prevedibilita’ delle decisioni, esigenza avvertita non solo dai giuristi, ma anche nel mondo dell’economia, della politica, e soprattutto dai cittadini a cui e’ rivolta la tutela del giudice amministrativo”. Lo ha detto il presidente aggiunto del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi intervenuto nel corso dell’ultima giornata del 63/o convegno di studi amministrativi sul tema della “funzione nomofilattica: profili interni, sovranazionali e principio di effettivita’”. “Nella percezione dei cittadini – ha sostenuto Patroni Griffi – il giudice non e’ la singola persona ma l’organo giudicante e non e’ accettabile che giudichi in maniera difforme casi identici. Quello che per il giudice e’ sacrosanta autonomia di giudizio, per il cittadino corre il rischio di apparire schizofrenia. Percio’ e’ importante favorire meccanismi che rafforzino l’uniformita’ di interpretazione da parte delle Corti superiori”.




