firmato dai rispettivi capi dicastero mons. Luis Ladaria e card. Peter Turkson

Il “crescente influsso esercitato dai mercati sul benessere materiale di buona parte dell’umanità” “reclama, da una parte, un’adeguata regolazione delle loro dinamiche, e dall’altra, una chiara fondazione etica, che assicuri al benessere raggiunto quella qualità umana delle relazioni che i meccanismi economici, da soli, non sono in grado di produrre”. E’ quanto si afferma in apertura del documento vaticano “‘Oeconomicae et pecuniariae quaestiones’. Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario”, pubblicato oggi dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Contro “l’arbitrio e l’abuso del più forte” – si legge nel testo di 32 pagine, firmato dai rispettivi capi dicastero mons. Luis Ladaria e card. Peter Turkson, e segretari mons. Giacomo Morandi e mons. Bruno Marie Duffè -, la Santa Sede invoca “un’etica fondata sulla libertà, sulla verità, sulla giustizia e sulla solidarietà”: e “questo vale anche per quegli ambiti in cui vigono le leggi della politica e dell’economia”.