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Uniformità nella gestione dei processi e miglioramento dei servizi tributari e di fiscalità immobiliare per i contribuenti e gli utenti professionali. Questo il filo conduttore del protocollo di intesa, siglato l’8 settembre dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate della Sicilia, Pasquale Stellacci e dal Presidente del Comitato regionale Notarile della Sicilia, Renato Caruso. La collaborazione, già avviata con il protocollo firmato nel 2014, si intensifica ponendo l’attenzione anche alla tassazione degli atti notarili e ai servizi catastali e di pubblicità immobiliare. La Direzione Regionale e il Comitato Notarile fisseranno incontri periodici per esaminare i problemi più rilevanti ai fini della corretta interpretazione e applicazione delle disposizioni tributarie. Il tavolo tecnico istituito per gli incontri periodici è composto: per l’Agenzia, dal Capo settore Servizi e Consulenza, dal Capo ufficio Legale, dal Capo ufficio Attività immobiliari e da due funzionari del Settore e, a seconda delle materie sottoposte all’esame, dai dirigenti e dai direttori provinciali interessati; per il Comitato regionale Notarile partecipano il presidente, tre notai preventivamente individuati e notai che verranno designati per casi particolari. Gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e i notai opereranno inoltre insieme per promuovere la semplificazione delle procedure e degli adempimenti tecnici e amministrativi finalizzati all’applicazione delle norme tributarie, grazie anche ai servizi telematici dell’Agenzia.

“Ridurre le tasse non è soltanto giusto, ma è anche un fatto di competitività. Lo dimostra in queste ore l’accordo con Ryanair, ma è solo uno dei tanti esempi che possiamo fare”. Lo scrive su Facebook il premier Matteo Renzi spiegando così il “perché da quando siamo al Governo lavoriamo per ridurre le tasse. Lo abbiamo fatto con gli 80 euro, con il JobsAct, con l’Irap costo del lavoro, con Imu e Irap agricola, con Imu e Tasi sulla prima casa, con il superammortamento. Continueremo con la prossima legge di stabilità”.

A maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 33,8 miliardi (31,0 miliardi nello stesso mese del 2015). Lo rende noto la Banca d’Italia, nel Supplemento al Bollettino Statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”. Nei primi cinque mesi del 2016 le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 152,3 miliardi, in aumento del 4,2 per cento rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell’anno precedente; al netto di alcune disomogeneita’ contabili e temporali (riguardanti principalmente l’Irpef, l’Iva, l’imposta di bollo virtuale il canone Rai), si puo’ stimare che la crescita sia stata significativamente inferiore.

Il calo della pressione fiscale dagli attuali livelli superiori al 43% a circa il 40% entro il 2019 é “una sfida eccezionale, ma possibile”. Lo afferma Confcommercio, secondo cui, per ottenere il risultato, la spesa pubblica dovrebbe essere bloccata ai livelli del 2016, 21 miliardi di sprechi locali dovrebbero essere eliminati e il Pil dovrebbe crescere di oltre l’1,4% nel triennio 2017-2019. Dei 176,9 miliardi di spesa locale complessiva, le inefficienze a livello territoriale ammontano a circa 74 miliardi di euro, pari ad oltre il 4% del Pil. E’ il risultato del rapporto sulla spesa pubblica locale presentato da Confcommercio in base ai dati 2013. Di questi, 53 miliardi dovrebbero essere reinvestiti per migliorare la qualità e la quantità dei servizi pubblici locali in ampie aree del Paese, portandoli allo stesso livello della Regione “top”, la Lombardia, mentre 21 miliardi “sono le risorse in eccesso netto, non giustificabili e che si possono davvero recuperare”.