Fitch

L’agenzia internazionale Fitch ha mantenuto stabile, a quota “B+”, il rating sul credito sovrano della Costa d’Avorio. Lo riferisce l’edizione digitale della rivista francese “Jeune Afrique”. Fitch si e’ detta preoccupata per “i crescenti rischi politici”, ma ha anche espresso la convinzione che la crescita economica restera’ elevata e che il debito pubblico sia sotto controllo. I problemi nella gestione delle finanze pubbliche e la pesante dipendenza dell’economia dai prodotti agricoli, secondo l’agenzia, sono infatti compensati da “buone prestazioni macroeconomiche” e da un basso tasso di inflazione, “da un’eccedenza commerciale strutturata e da indebitamento moderato”. Quanto alla situazione politica, Fitch evidenzia pero’ rischi concernenti la sicurezza e l’aumento delle tensioni in vista della successione al presidente Alassane Ouattara, che dovra’ lasciare il proprio incarico nel 2020. In questo senso, viene citato anche l’episodio dell’ammutinamento dei militari che all’inizio dell’anno hanno protestato contro il mancato pagamento dei bonus loro spettanti. Il tutto in uno scenario che vede ancora “una pesante frammentazione regionale, una riconciliazione nazionale non completata e la mancata integrazione degli ex ribelli nell’esercito”. Secondo Fitch, la crescita economica ivoriana avra’ una media del 6,8 per cento nel periodo 2017-2019, in lieve calo rispetto al 2012-2016 a causa del progressivo esaurimento del boom che ha seguito la guerra civile del biennio 2010-2011. Gli investimenti pubblici, prosegue l’agenzia, dovrebbero proseguire a un ritmo sostenuto grazie alle spese previste dal Piano nazionale di sviluppo 2016-2020: in questo periodo “le esportazioni del paese beneficeranno della crescente diversificazione della produzione industriale e agricolo e dell’aumento della produzione mineraria”.

L’agenzia internazionale Fitch rende noto che ha abbassato il rating dell’Italia da ‘BBB+’ a ‘BBB’. L’outlook e’ ‘stabile’. L’agenzia afferma che i rischi di un “governo debole o instabile sono aumentati” e prevede una crescita del Pil per l’Italia dello 0,9% nel 2017 e dell’1% nel 2018.
Fitch sottolinea il “fallimento” sul fronte della riduzione dell’elevatissimo livello del debito pubblico che “espone maggiormente il Paese a potenziali shock sfavorevoli”. Nella nota l’agenzia spiega che “Le debolezze delle banche” italiane aumentano i rischi al ribasso per l’economia e le finanze pubbliche e che l’outlook per il settore bancario è “negativo”.

“Un nuovo stress finanziario nella zona euro come reazione alle crescenti preoccupazioni degli investitori sulla coesione politica potrebbe avere un impatto avverso sull’economia reale”. E’ questa la valutazione-allarme di Fitch Ratings contenuta nell’ultimo rapporto sulla situazione dell’unione monetaria. In sostanza, sotto stretta osservazione dell’agenzia di rating sono le possibili conseguenze sull’aumento dei rischi politici dovuto “all’incremento del sostegno ai partiti populisti ed euroscettici nel continente nel contesto di diverse elezioni chiave nel 2017 “

“Non vi e’ dubbio sul fatto che eventuali processi riformatori relativi a burocrazia e istituzioni incidano sulle dinamiche economico-finanziarie oltre che sugli investimenti. I mercati sono da sempre attenti a questo fattore, che e’ capace di dirottare flussi di risorse. L’incertezza politica e i rischi al ribasso sono aumentati” per l’Italia. Lo afferma Fitch, sottolineando che le riforme costituzionali aiuterebbero a creare un clima piu’ favorevole per le riforme economiche velocizzando il processo legislativo.