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“Dobbiamo riprogettare il sistema del welfare italiano e le parole chiave devono essere: comunita’, innovazione, coesione sociale”. Lo dice al Corriere della Sera Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, sottolineando che “in cima ad ogni programma di governo deve esserci il tema dei bisogni sociali. Una preoccupazione che non deve fare dormire la notte”. “Cominciamo a cambiare la mentalita’”, spiega. “Proponevo la parola comunita’ perche’ il tema del welfare va vissuto come responsabilita’ comune della societa’. E poi bisogna sperimentare modelli nuovi che abbiano un denominatore comune: quello di partire dal basso”. “La politica deve riconquistare la fiducia dei cittadini e puo’ farlo solo mettendo al centro i problemi delle persone”. La questione piu’ urgente, sottolinea, e’ “la poverta’”.

“La distruzione della targa commemorativa sul Lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma in onore di Giacomo Matteotti e’ l’ultimo, in ordine cronologico, segnale inquietante sui rigurgiti fascisti in ripresa anche nel nostro Paese e dimostra ancora una volta quanto sia rischioso abbassare la guardia sul tema dell’antifascismo. La memoria di Giacomo Matteotti va tutelata, valorizzata e rinvigorita dalla politica con la “P” maiuscola con atti concreti”. E’ quanto afferma in una nota il professor Angelo Guido Sabatini, presidente della Fondazione Giacomo Matteotti Onlus. “Per questo – aggiunge – sulla scia dell’onda emotiva generata dal vile e vandalico atto compiuto a Roma, ci rivolgiamo direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale in una delle sue prime interviste pubbliche appena nominato Presidente di tutti gli italiani, rivolse proprio a Matteotti un suo autorevole pensiero. Ci rivolgiamo a lui affinche’ la Fondazione Matteotti, che tra le tante iniziative e intenti di commemorazione e’ l’unico e costante strumento di divulgazione esistente nel tramandare alle future generazioni la figura di Matteotti, ottenga il conforto e l’aiuto delle autorita’ istituzionali nel proseguire l’opera di diffusione del messaggio del martire antifascista. E tutto cio’ affinche’ il ricordo, l’esempio e il sacrificio del leader socialista, barbaramente assassinato il 10 giugno del 1924, continuino ad essere tenuti vivi, oggi e nel futuro”. “Del resto – conclude – la Fondazione Matteotti da anni ha indirizzato la propria attivita’ di formazione di una coscienza  civile e democratica verso le istituzioni scolastiche, luogo e fucina di promozione di virtu’ pubbliche”.