formazione

“L’energia e’ una leva lunga, aiuta l’affermarsi di una cultura industriale e dello sviluppo”. Inoltre “per far rimanere le persone nella propria terra occorre farle studiare e formarle. Un 20% dei fondi vanno destinati ai giovani, 2-3 anni in cui tutti possano seguire una fase di preparazione che li porti ai mestieri che, nel frattempo, vengono creati”. Per l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, intervistato dalla Stampa, e’ questa la ricetta per frenare l’esodo dall’Africa. “Nessun africano ha voglia di lasciare l’Africa. Quando scappano e’ perche’ non possono farne a meno”, rileva Descalzi, secondo cui “in Europa c’e’ chi sottostima il problema delle migrazioni. Manca una sufficiente sensibilita’ del fatto che gli esodi siano un problema esistenziale gravissimo, cosi’ serio da poter far cadere qualunque struttura politica. Da noi – osserva – governo e Parlamento bussano a un’Europa che sembra non sentire”. “L’Europa ha messo tanti soldi a disposizione dell’Africa, centinaia di miliardi in mezzo secolo. Ma sono state iniziative piu’ umanitarie che altro”, rileva Descalzi. “Poche volte sono stati dati contributi per sviluppare accesso all’energia e formazione in ambiti specifici con il necessario accompagnamento”. Per il manager occorre un salto di qualita’, “pensando al lungo termine quando si investe. Nel momento in cui estraggo gas, posso scegliere di esportarlo tutto, oppure solo una parte e lasciare il resto nel Paese come investimento per la stabilita’. L’Eni sta facendo questo, riducendo in parte il profitto di oggi, ma aumentando valore, sostenibilita’ e credibilita’ per il futuro”.

“La condanna di Francantonio Genovese e’ imbarazzante sia per il Pd, di cui e’ stato uno dei massimi esponenti a livello locale, sia per Forza Italia, che lo ha accolto a braccia aperte anche dopo il primo arresto”. Lo dichiara il senatore dell’Idv, Francesco Molinari. “Stiamo parlando – spiega – di quella politica sanguisuga e opportunista che ha reso schiava la gente del mio Sud. Una politica interessata solo ed esclusivamente alla gestione del potere e del denaro pubblico, degli accordi e dei favori, e assolutamente incurante e lontana dalle esigenze della gente, di quei cittadini, che ogni giorno affrontano con coraggio e schiena dritta problemi o drammi economici. La vicenda Genovese, e di tutto cio’ che c’e’ dietro, amici, cognati, mogli e parenti – conclude il senatore – la dice lunga anche sulla difficolta’, ma forse sarebbe piu’ giusto dire sulla non volonta’, dei partiti di rinnovarsi. La conseguenza sono la disaffezione e l’odio sempre piu’ profondo che il popolo prova verso politica e le istituzioni. E dopo casi come questo viene da dire: come dargli torto?”.