Formigoni

“Se Alfano martedì ci dirà che l’alleanza in Sicilia col Pd sarà valida anche alle politiche non ci resterà che separare i nostri destini”. Lo ha dichiarato il senatore di Alternativa Popolare Roberto Formigoni intervistato da Intelligonews. “Sono in Alternativa Popolare in posizione fortemente critica sull’alleanza fatta in Sicilia con il Pd – ha detto Formigoni – e sono altresì fortemente critico sul fatto che questa alleanza dia tutta la sensazione di essere valida anche alle elezioni politiche. Alfano ha convocato una direzione per martedì prossimo e in quella sede dovranno essere chiariti tanti aspetti. L’alleanza col Pd in Sicilia ha dimezzato il partito sull’Isola, visto che se ne sono andati tre senatori siciliani su sei, quattro consiglieri regionali su sei oltre ad un mucchio di altra gente. Martedì dovrà essere il giorno dell’assoluta verità. Se sarà chiaro che Alfano ha siglato con il Pd anche un accordo alle politiche – è l’ultimatum di Formigoni divideremo inevitabilmente le nostre strade”. Porte chiuse ad ogni possibile intesa sullo Ius Soli. Anche su questo l’ex governatore lombardo è categorico: “Lo Ius Soli così com’è è invotabile. Invitiamo il Governo a non porre la fiducia perché in quel caso saremmo costretti a votare anche contro la fiducia. La maggioranza del gruppo dei senatori di Ap è su questa linea. Dato che c’è questa nostra posizione netta e ci sono valanghe di emendamenti presentati al Senato – conclude Formigoni – buon senso richiederebbe che il tema sia rinviato alla prossima legislatura”.

Il Tribunale di Milano, nel condannare Roberto Formigoni a 6 anni di carcere, ha disposto anche la confisca di ‘6.626.961,96’ euro a carico dell’ex Governatore, tra quadri, quote di proprieta’ di sette ‘abitazioni’ (da San Remo a Lecco fino ad Arzachena), di due box, di un terreno, di un ufficio e di un ‘negozio’ a Lecco, oltre a tre auto e conti correnti. E’ quanto risulta dal dispositivo della sentenza di otto pagine letto oggi in aula. In totale, i giudici della decima sezione penale (Gaetano La Rocca, Angela Laura Minerva, Marco Formentin) hanno disposto confische a carico di Formigoni, del faccendiere Pierangelo Dacco’, dell’ex assessore lombardo Antonio Simone, dell’ex direttore amministrativo Costantino Passerino e dell’imprenditore Carlo Farina per quasi 70 milioni di euro. La stessa cifra che i pm contestavano come uscita, attraverso false consulenze, dalle casse della Fondazione Maugeri (61 milioni) e del San Raffaele (9 milioni), soldi in parte serviti, secondo l’accusa, per corrompere Formigoni.

I pm hanno chiesto una condanna a nove anni per Formigoni, accusato di aver stanziato fondi pubblici per finanziare due strutture ospedaliere convenzionate, la fondazione Maugeri e l’ospedale San Raffaele. In cambio, l’ex governatore, avrebbe ricevuto per dieci anni tangenti per un totale di quasi 70 milioni di euro. Tra le ‘utilità’ avute, anche vacanze ai Caraibi, viaggi aerei, “l’uso esclusivo” di uno yacht, un forte sconto per l’acquisto di una villa in Sardegna e fondi per finanziare la campagna elettorale. “L’accusa non sta in piedi, perché avrei dovuto avere capacità diaboliche o essere tutti insieme Maradona, Pelè, Messi e Ronaldo per ottenere risultati cosi straordinari”, si è difeso Formigoni parlando con i giornalisti al Palazzo di Giustizia di Milano. E ancora ‘
I pm hanno parlato di 4 milioni e mezzo per le tre barche di Dacco’ (Pierangelo, l’imprenditore suo coimputato) su cui sono stato ospite, con le figlie, gli amici e i fidanzati delle figlie, per una decina di giorni ad agosto, ogni anno, a partire dal 2007. Siccome sono stato ospite per alcuni giorni allora questo viene messo in conto a Formigoni. Ma se io porto in giro la Pm Laura Pedio in Ferrari, alla fine lei non dice che la Ferrari e’ sua. Invece dopo le vacanze, per l’accusa, le barche sono diventate mie”.