Francesco Ruteli

“E’ legge la nuova ‘Disciplina del cinema e dell’audiovisivo’, attesa da decenni. Regole trasparenti e piu’ risorse per film, sale e giovani”. cinemaE’ il commento su Twitter del ministro dei Beni Culturali e del turismo Dario Franceschini, dopo il via libera definitivo della Camera dei deputati al ddl Cinema.
La deputata del Partito democratico, Lorenza Bonaccorsi, relatrice in aula del ddl Cinema e responsabile Cultura della segreteria dem illustra i punti salienti della legge: “Questa riforma – spiega – tanto attesa dal settore dell’audiovisivo mette il nostro paese tra le realtà internazionali più avanzate in questo settore. Grazie all’impegno preso dal ministro Franceschini, i decreti attuativi arriveranno già nelle prossime settimane e la legge sarà operativa già da inizio 2017″. E continua: “I fondi per il cinema passano a 400 milioni all’anno, con un aumento del 60% rispetto a prima. Il sistema cinematografico avrà finalmente certezza delle risorse, automatismi nei finanziamenti che chiudono la stagione della discrezionalità di assegnazione, oltre alle agevolazioni per gli investimenti in cinema e sale storiche. Particolare attenzione andrà ai nuovi talenti, ai giovani autori, alle start up, alle opere prime e seconde. C’è poi l’assegnazione di una parte del Fondo destinata specificamente alle scuole”. Commenta il presidente dell’Anicam Francesco Rutelli: “Il Governo e il Parlamento hanno mantenuto i loro impegni, e meritano il plauso di tutti coloro che credono nel cinema e nell’audiovisivo come forze trainanti della creatività e delle capacità produttive nazionali. Si conclude oggi il primo tempo di questa partita; da domani, inizia il secondo tempo: quello delle norme attuative, perché tutto il sistema funzioni con efficienza e trasparenza. Obiettivo è di rendere la legge pienamente operativa con l’inizio del nuovo anno”.

Italia e Cina, due civilta’ millenarie che si rincontrano nella contemporaneita’, con progetti comuni legati al loro enorme patrimonio culturale e artistico. Questo e’ lo scopo del Forum Culturale tra Italia e Cina, sorto quale frutto di due anni di lavoro, il cui coordinatore per la parte italiana e’ Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma, ex ministro dei Beni Culturali. “Il Forum e’ decollato dopo l’intesa sottoscritta a luglio scorso dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, a Pechino. Ci occuperemo di progetti relativi a cinque macroaree: spettacolo e arti; patrimonio culturale; restauro; siti Unesco; cinema e turismo”, spiega all’AGI Francesco Rutelli. “La parte piu’ entusiasmante del progetto – prosegue – e’ probabilmente quella legata alla politica di collaborazione italo-cinese sui rispettivi siti Unesco, che sono patrimonio dell’umanita’ e che e’ stata fortemente voluta dal nostro premier Matteo Renzi e dal presidente cinese Xi Jinping in occasione del loro incontro ad Hangzhou per l’ultimo G20”. La Cina, ricorda Rutelli, “sta dando sempre piu’ importanza alla situazione paesaggistica ed e’ questa maggiore consapevolezza che l’ha spinta a guardare all’Italia come paese di primario interesse in questo settore”. Rutelli, che si dice entusiasta del nuovo incarico (“svolto a titolo assolutamente gratuito”), rileva il mutato approccio con cui Pechino sta guardando a Roma: “I giovani specialmente non pensano all’Italia solo come al Paese erede di Marco Polo e Matteo Ricci, non pensano tanto alla Via della Seta quanto alle nostre potenzialita’ contemporanee: design, moda, architettura e cibo”. All’istituzione del Forum hanno lavorato soprattutto i due dicasteri degli Esteri e dei Beni Culturali, l’ambasciatore in Cina Ettore Sequi, il direttore generale per la promozione del Sistema Paese, Vincenzo De Luca, il consigliere diplomatico del ministro dei Beni Culturali, Uberto Vanni D’Archirafi.