fuoriusciti

“Nei prossimi giorni presenteremo il nuovo gruppo e ci metteremo al lavoro per costruire un agenda comune con cui incalzare il governo”. Lo ha annunciato Alfredo D’Attorre nel corso di una conferenza stampa alla Camera con Arturo Scotto in cui e’ stato ufficializzato l’addio di 17 parlamentari da Sinistra italiana. Per D’Attorre pero’ non e’ da escludere che “su alcuni punti si possa arrivare a trovare una condivisione che allarghi l’ambito di sostegno al governo”. Ecco i parlamentari che hanno deciso di lasciare Sinistra Italiana per aderire al nuovo progetto che nascerà con i fuoriusciti del Pd: Arturo Scotto, Ciccio Ferrara, Donatella Duranti, Arcangelo Sannicandro, Carlo Galli, Alfredo D’Attorre, Florian Kronblicher, Lara Ricciatti, Gianni Melilla, Vincenzo Folino, Giovanna Martelli, Franco Bordo, Claudio Fava, Marisa Nicchi, Michele Piras, Filiberto Zaratti, Stefano Quaranta.

Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S) difende le multe per i fuoriusciti secondo le regole dei pentastellati. Sono “un modo nostro, interno, per aggirare l’assenza di vincolo di mandato”. Così Di Maio ha risposto ai cronisti a margine di un convegno. “Se in Costituzione, come nell’articolo 160 della costituzione del Portogallo, ci fosse scritto che il politico che entra in parlamento con un partito e poi cambia il partito torna a casa, non ci sarebbe bisogno di tutte queste regole”, ha aggiunto. E riferendosi ai fuoriusciti dal Movimento al Parlamento europeo, Marco Affronte e Marco Zanni, ha dichiarato: “Queste persone, quando stanno nel Movimento, vengono trattati come gli appestati, quando invece escono, diventano statisti”. Entrambi i fuoriusciti, come tutti gli eletti grillini in Europa, avevano firmato un contratto che obbliga a pagare 250mila nel caso di abbandono del Movimento. La questione delle sanzioni tocca anche Roma e il sindaco Vrginia Raggi. Anche lei ha firmato un contratto con il Movimento 5 Stelle, che prevede una sanzione da 150mila euro. E per questo documento, secondo l’esposto firmato dalla senatrice del Pd Monica Cirinnà, l’elezione dovrebbe essere considerata illegittima. C’è attesa per la sentenza.