Gabriele Del Grande

“Faccio appello perché liberi tutti i giornalisti. Non è accettabile essere incriminati per il lavoro che si svolge”. Lo ha detto Gabriele Del Grande, riferendosi alla Turchia, nell’incontro con i giornalisti della stampa estera a Roma. “Non chiamatemi eroe – ha continuato il reporter appena rientrato in Italia – ho solo fatto il mio lavoro. Sono uno dei tanti, ci sono ancora 174 giornalisti in carcere” in Turchia. “Chiedo di essere giudicato per il mio lavoro, nulla di più”. Il giornalista ha raccontato il suo arresto in Turchia: “Siamo stati fermati a Rihanli, lungo il confine tra Turchia e Siria, in uno dei ristoranti più buoni della città. Si sono presentati otto agenti in borghese che ci hanno mostrato un distintivo, e poi portato in commissariato”. Ed ha aggiunto: “Non avevo alcuna intenzione di andare in Siria, il mio lavoro in Turchia era di ricerca, per scrivere un libro”.

“Gabriele Del Grande e’ libero. Gli ho parlato adesso sta tornando in Italia. Ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari. Lo aspettiamo”. Lo ha scritto il ministro degli Esteri Angelino Alfano, su twitter. “Questa notte il collega ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu mi ha comunicato la decisione. Lo ringrazio”, ha dichiarato Alfano, che a Rai News 24 ha commentato: “Sono davvero soddisfatto del lavoro che e’ stato fatto da tutti e del fatto che Gabriele torni ad essere un uomo libero”.
Il 9 aprile scorso il reporter, regista e blogger di Lucca era stato fermato al confine con la Siria, dove stava facendo alcune interviste, e poi trattenuto in un centro di detenzione amministrativa in Turchia.