garantismo

“Dai tempo al tempo e vedremo se quelli che ci facevano la predica urlando “Onesta’, onesta’” fuori dai palazzi riusciranno a provare la loro innocenza nelle aule di tribunale: cosa che ci auguriamo di cuore, per loro e per l’Italia. Perche’ noi siamo per la giustizia non per il giustizialismo. Perche’ noi siamo garantisti sempre, non a giorni alterni. Tempo al tempo, amici. Senza fretta. Saranno mesi interessanti”. Lo dice Matteo Renzi, nella enews.

C’è una strumentalizzazione molto mediatica delle inchieste giudiziarie. I giornali ne parlano, cosa in parte comprensibile specie se le indagini si occupano di personaggi pubblici, ma il rischio è che i cittadini siano portati a pensare che la responsabilità penale sia stata già accertata”. Lo afferma Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia, in una intervista a Il Messaggero. “I giornalisti – prosegue – fanno il loro mestiere, è normale che parlino delle notizie che accadono. Molte volte, però, quelle stesse notizie finiscono per essere oggetto di diatribe di una parte politica contro l’ altra e le indagini sono conseguentemente usate per altri fini”. Per uscirne, riflette Ferri, “occorre una riflessione ampia da parte di tutti i soggetti in campo e innanzitutto sono fondamentali garantismo e massimo rispetto anche per chi è sotto indagine. Ma è necessario anche un cambiamento culturale forte, prevenendo gli stereotipi”. Questo vale per tutti, per la giustizia, per i cittadini e per i media. Ma credo anche che alcuni interventi concreti potrebbero aiutare. Ad esempio, quando gli indagati sono soggetti pubblici i processi devono essere ancor più veloci. Non perché i politici abbiano un canale privilegiato ma va rispettata l’ esigenza dei cittadini di sapere in tempi brevi se la persona di cui si discute debba essere assolta oppure no. I tempi hanno una rilevanza che può essere determinante e quindi credo che si debba lavorare a stringerli il più possibile. Nulla lascia più disorientata l’ opinione pubblica di un’ assoluzione giunta dopo molti anni”

“Premesso che secondo me Bersani e’ una persona straordinaria, ho avuto modo di conoscerlo ma senza mai pranzarci, abbiamo preso solo molti caffe’. Ma gli ricordo che il garantismo non e’ una pompa di benzina dove si mettono 20, 30, 50 euro e si decide quanto essere garantisti. La Costituzione e’ chiara: fino al terzo grado di giudizio si e’ considerati innocenti. O lo sei o non lo sei, o ci credi o non ci credi. E’ legittimo anche non credere a questo assunto molto chiaro della Costituzione, poi in politica si strumentalizza, si dice le cose che ci convengono, Bersani dice le sue e io dico le mie”. Cosi’ il leader di Ala Denis Verdini replica ad alcune dichiarazione dell’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani in merito al garantismo, nel corso della sesta serata della rassegna culturale Ponza d’Autore.