Gea Schirò

“Il 29 agosto del 1991 la mafia uccise Libero Grassi, l’imprenditore che si era rifiutato di pagare il pizzo a Cosa Nostra. La politica ha il dovere di ricordare un eroe civile che ha detto ‘no’ al racket delle estorsioni sacrificando la propria vita”. Lo ha detto Gea Schirò (Pd). “Grassi ha svegliato la coscienza collettiva a una ribellione che oggi vede tanti imprenditori e commerciati rifiutare il pizzo, spesso riuniti in realtà antiracket che sostengono gli altri colleghi in difficoltà”, ha aggiunto. “Ventisei anni fa la Sicilia e l’Italia erano profondamente diverse e il coraggio di Libero Grassi non ha ricevuto l’adeguato supporto dallo Stato e dalla società civile – ha concluso Schirò – Oggi il nostro Paese deve essere grato al suo sacrificio, sia per aver rotto il silenzio, sia per aver dato la speranza a tante persone sotto scacco della criminalità organizzata che oggi si sentono meno sole”.

“Giudico gravissimo l’atteggiamento dei due genitori che a Roma hanno aggredito e picchiato la compagna della figlia in pubblico. Questo atto indegno di omofobia, avvenuto nella Gay street della Capitale, alla presenza della stessa figlia, addolora tantissimo anche perche’ a usare la violenza sulle due giovani sono stati i genitori di una delle due ragazze aggredite. Mi auguro che la legge contro l’omofobia, ferma in commissione Giustizia al Senato, possa arrivare il prima possibile all’approvazione finale”. Lo dice Gea Schiro’, deputata del Pd.