gioco d’azzardo

“Gioco d’azzardo di massa e ruolo delle comunità” è il nuovo sussidio promosso dalla Caritas di Roma per l’animazione parrocchiale sui rischi del gioco d’azzardo e il contrasto delle ludopatie. La pubblicazione – 64 pagine con dati, tabelle, grafici e testimonianze – disponibile online, descrive il gioco d’azzardo nei suoi aspetti sociali e normativi, considerando il fenomeno come uno dei prodotti della cultura consumistica e della mercificazione della vita. Al contempo fornisce però una strategia per affrontare le difficoltà che derivano dalla pratica dell’azzardo attraverso lo sviluppo e la cura delle relazioni autentiche, l’ascolto e la vicinanza e proponendo un cammino di revisione di vita da praticare nei gruppi e nelle comunità. Questo è il percorso che Caritas Roma propone a quanti, laici e religiosi, vogliono impegnarsi nel combattere questa piaga sociale. Un percorso di vicinanza e ascolto comunitario per le persone che sviluppano un comportamento di azzardo problematico ovviamente non va mai disgiunto dagli interventi specialistici terapeutici e medici necessari; per questo, in appendice, vengono riportati i servizi che possono essere contattati per la cura del Disturbo da gioco d’azzardo a Roma. Lo scorso 7 settembre, dopo un anno e mezzo di dibattito politico, la Conferenza Unificata Stato-Regioni ha approvato l’accordo che apre la strada al riordino del sistema del gioco d’azzardo in Italia attraverso la regolamentazione delle “caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico”. Per il direttore della Caritas di Roma, monsignor Enrico Feroci, “si tratta di un provvedimento che ci lascia insoddisfatti perché l’intero iter è il continuo richiamo a intese o convergenze, come fosse possibile tenere insieme istanze del tutto inconciliabili: quelle delle grandi società concessionarie che dai giocatori d’azzardo estraggono profitto; quelle dello Stato, che sulla tassazione del gioco d’azzardo fonda una quota esorbitante del proprio bilancio pubblico; quelle delle amministrazioni locali su cui si scaricano i costi, in primis socio-sanitari ma non solo, dell’offerta e del consumo di gioco d’azzardo; quelle della società civile ed ecclesiale, che rilevano sul campo, spesso direttamente nei volti delle persone e dei familiari colpiti da dipendenza, l’enormità delle ricadute di questo fenomeno. Una legge che regolamenti il fenomeno non può essere promossa dal solo Ministero dell’Economia e delle Finanze, perché l’azzardo prima di essere una posta di bilancio è l’origine di gravi patologie che investono soprattutto le famiglie più vulnerabili. Per questo auspichiamo al più presto un coinvolgimento del Ministero della Salute. Allo stesso tempo – come dimostrano indagini delle forze dell’ordine – si corre il rischio concreto che le concessioni di sale giochi e distribuzione di slot finiscano in mano a organizzazioni criminali per cui occorre coinvolgere nelle politiche quanti ogni giorno contrastano le mafie, come Forze dell’Ordine e magistrati”. Per monsignor Feroci “un accordo non può fondarsi sulle ambiguità. Per questo Caritas Roma continuerà a presidiare il dibattito sull’attuazione di queste misure perché, come è stato detto, ciò che si chiedeva al governo era un’inversione di tendenza sul gioco d’azzardo e l’inversione non potrà mai realizzarsi finché l’argomento sarà affrontato salvaguardando i profitti a discapito delle persone. Allo stesso tempo – spiega il sacerdote – intensificheremo il coinvolgimento delle comunità parrocchiali con iniziative di sensibilizzazione e sussidi come quello che presentiamo oggi”.

“È del tutto evidente che il Governo privilegia una intesa e che perseguirà questo obiettivo sino all’ultimo momento. Ma è altrettanto necessario affermare che non possiamo continuare a lasciare questo settore senza regole certe ed unitarie”. Lo ha sottolineato il Sottosegretario Ministero Economia e Finanze, Pier Paolo Baretta, in Commissione Finanze del Senato, parlando della riforma del settore del gioco pubblico e del confronto aperto in Conferenza Unificata, con le Regioni e gli Enti Locali. Baretta ha auspicato che si possa “considerare sostanzialmente esaurita la fase dialettica, nella previsione che la prossima riunione della Conferenza, prevista per la prossima settimana, sia quella conclusiva”. “Dobbiamo assumerci la responsabilità di rispondere alla prevalente domanda sociale e politica che chiede una seria, rigorosa, regolamentazione, fondata sulla lotta alla dipendenza, alla compulsività, alla ludopatia, attraverso la riduzione dell’offerta, più diffusi ed attenti controlli, una organizzazione prevedibile del territorio, ma non sulla negazione generalizzata della possibilità di giocare” ha detto ancora Baretta.

“La ricerca del Cnr conferma altre analoghe che vedono il 20% di giovani coinvolti nel gioco d’azzardo, con una particolare pericolosita’ di quello online che sfugge al controllo degli adulti. Il gioco d’azzardo e’ diventato un enorme business, la terza industria italiana per fatturato (verso i 100 miliardi all’anno), I suoi danni sono sociali, per la disperazione che coglie i giocatori che perdono tutto nella scommessa, ed economico, perche’ sottrae grandi risorse ai consumi delle famiglie di cui rappresenta il 12%. Italia dei valori ha promosso una pdl sottoscritta dai cittadini e depositata in Parlamento che prevede il divieto assoluto dell’organizzazione dell’azzardo. Lo Stato non la prende in considerazione perche’ non vuole privarsi della misera tassa sulla disperazione che da esso ricava, avendo negli ultimi vent’anni tutti i governi aumentato il numero dei giochi e delle scommesse legalizzate. Le entrate, pero’, sono abbondantemente compensate dalle spese sociali, restando in piedi la distruzione delle persone. Ma neanche sull’altare di una politica fiscale cinica uno Stato puo’ continuare ad assistere alla rovina dei propri cittadini e dei giovani, che hanno diritto di essere incoraggiati a puntare sulle loro risorse personali invece che sulla chimera della vincita al gioco”. Cosi’ il segretario nazionale dell’idv Ignazio Messina.

“L’azzardo, gioca vite, persone, famiglie e produce poverta’ e scarti. Papa Bergoglio ci sta chiedendo di intervenire contrastando le cause che producono sovraindebitamenti, usura e disperazione. Una classe politica e dirigente, che genera ludopatici, rivela una sensibilita’ fariseica nel volerli curare, se favorisce la diffusione di macchinette rovina-famiglie piu’ sofisticate”. Il presidente della Consulta Nazionale Antiusura, mons. Alberto D’Urso, rilancia le parole del discorso dei giorni scorsi di Papa Francesco. Secondo mons. D’Urso il discorso non puo’ essere ignorato dal Governo che sta lavorando sulla proposta di regolazione del gioco d’azzardo con slot. Proposta che nella versione originale presentata nei giorni scorsi alla Conferenza Unificata Stato-Regioni ha incontrato un netto dissenso da parte della Consulta Nazionale Antiusura, e non solo. “Nei prossimi giorni la Conferenza Stato Regioni si riunira’ nuovamente. Il mio auspicio – ha proseguito mons. D’Urso – e’ che le parole del Papa possano essere prese in seria considerazione anche dai rappresentanti istituzionali del nostro Paese. Il profitto e’ fine a se stesso, se non riconosce i diritti fondamentali della vita, della salute, della dignita’ e della liberta’ delle persone. Sono un milione i cittadini italiani che si sono ammalati a causa di tali macchinette, e’ un numero considerevole che non puo’ guarire con le cure del buon samaritano. E i 94 miliardi di euro consumati nel 2016 nelle slot rovina-famiglie spiegano perche’ crescono a dismisura i poveri, i disoccupati e gli usurati, a favore di una ristretta cerchia di pochi che diventa sempre piu’ ricca. Un cittadino di uno Stato moderno e civile – ha concluso – non merita di essere affidato alla “Dea bendata”, ma ha il diritto di sperare in un lavoro e un reddito dignitoso”.

“Stop all’azzardo delle videolottery, analisi e proposte per un gioco d’intrattenimento anti-ludopatia”. E’ il tema della tavola rotonda che si terra’ alle 11.00 presso la sala cristallo dell’hotel Nazionale (piazza Montecitorio), promossa dall’Agcai (Associazione Gestori e Costruttori di Apparecchi da Intrattenimento). Il tema e’ attuale ed oggetto di discussioni a livello sociale e normativo. Sul tavolo le opinioni e gli studi degli esperti. La legislazione italiana, come ormai e’ pacifico – richiede integrazioni e aggiornamenti.