Giovanni Pitruzzella

Contro le Fake news e i tentativi della politica di screditare i media bisognerebbe “introdurre delle regole che non possono mai portare a forme di censura o di controllo pubblico che certamente nessuno auspica”. E’ quanto ha affermato, a margine di un convegno organizzato da Confindustria Lombardia nella sede di Assolombarda a Milano, il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella.

“La post-verita’ in politica e’ uno dei ‘driver’ del populismo ed e’ una minaccia per le nostre democrazie. Siamo arrivati a un bivio: dobbiamo scegliere se lasciare Internet cosi’ com’e’, il selvaggio West, o se servono regole che tengano conto di come la comunicazione sia cambiata. Ritengo che abbiamo bisogno di fissare tali regole e questo e’ il ruolo del settore pubblico”. Lo afferma il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, in un’intervista al Financial Times in edicola oggi.
Il “codice di condotta” che la Commissione europea ha istituito lo scorso 31 maggio assieme a Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft, “puo’ diventare uno strumento importante” non solo per combattere la radicalizzazione online e i discorsi di odio illegali in rete, ma anche la diffusione delle notizie false, il fenomeno delle cosiddette “fake news”. Lo ribadisce un portavoce della Commissione europea, dopo che in un’intervista sul Financial Times il capo dell’antitrust italiano, Giovanni Pitruzzella ha proposto l’istituzione di una “rete indipendente di agenzie nazionali” a livello Ue per combattere il fenomeno delle bufale online. Recentemente, ha ricordato il portavoce, la commissaria competente Vera Jourova aveva sottolineato che “le ultime settimane e mesi hanno mostrato che le societa’ che gestiscono i social media devono essere all’altezza del ruolo importante che svolgono, accettando la loro quota di responsabilita’” per quanto viene diffuso in rete, in particolare su questioni come “la radicalizzazione online, i discorsi di odio illegali e le notizie false”. Secondo Jourova, perche’ diventi uno strumento davvero efficace occorre pero’ che tali societa’ di internet “investano di piu'”. Il codice di condotta prevede che ci sia una regolare valutazione della realizzazione degli impegni presi. La prima di queste e’ stata fornita da un gruppo di 12 Ong all’inizio di questo mese. Ne risulta che in 6 settimane le autorita’ nazionali dei paesi Ue hanno ricevuto 600 notifiche “a rischio” per radicalizzazione, false notizie o discorsi di odio. Di queste, 316 hanno portato all’apertura di casi per arrivare a 163 rimozioni, pari a una media Ue del 28,2%. Le percentuali variano pero’ molto da paese a paese: se in Germania e Francia hanno superato il 50%, l’Italia e’ il fanalino di coda con solo il 4% di profili rimossi.

“Credo che la riforma Madia abbia una portata storica e che vada sostenuta fortemente”. Lo ha detto Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato, in un passaggio del dibattito al Meeting di Rimini con il presidente dei Giovani di Confindustria Marco Gay. E’ “una grande riforma su cui si dovra’ comunque vigilare – ha continuato – poiche’ e’ un processo di cambiamento che riguarda regole, cultura, stili comportamentali”. Ha aggiunto Pitruzzella: “nessuna riforma funziona se non e’ accoppiata al modo in cui facciamo leggi”, riferendosi alla necessità di semplificarle. Per il capo dell’Antitrust: l’inflazione legislativa italiana fa si’ che il diritto, talvolta, “sia un diritto inconoscibile”.

Maggiore vigilanza su Editoria, e-commerce, ultra banda. Lo annuncia Giovanni, Pitruzzella, presidente dell’Antitrust, che oggi ha presentato al Parlamento la relazione annuale dell’Authority. Nell’editoria, per operazioni di concentrazione, 9 procedimenti sono stati chiusi nel periodo 1° gennaio 2015-8 giugno 2016. Soltanto nel 2015 sono state approfondite 7 operazioni di concentrazione, “il numero più alto degli ultimi dodici anni”, afferma Pitruzzella, che vede profondi cambiamenti anche “in conseguenza dei grandi cambiamenti tecnologici ed economici in atto”. Sempre da gennaio ad oggi, sono state somministrate sanzioni per 433 milioni di euro, di cui 71 milioni per la tutela dei consumatori con un incremento del 63% e del 137% rispetto al periodo 2014-2015. Il presidente, tra gli alti argomenti toccati, ha puntato i riflettori su Telecom ed Enel e sulla concorrenza riguardo alle nuove reti di telecomunicazioni in fibra. “Viviamo una fase caratterizzata da un notevole dinamismo”, ha spiegato. E, riferendosi a Enel: “E’ nato un nuovo operatore che ha lo scopo di realizzare una vasta rete in fibra e che ha annunciato investimenti per 2,5 miliardi di euro”, ha continuato il numero uno dell’Antitrust, non dimenticando che Telecom ha un piano di investimenti in fibra ottica 3,6 miliardi. “L’autorità della concorrenza continuerà vigilare”, ha detto Pitruzzella, affinché non si creino vantaggi sfruttando forme di “sussidio incrociato”. L’Antitrust ha puntato il dito anche sull’e-commerce, sostenendo che è “Un faro di innovazione e di crescita” dove però “l’Italia è ancora in ritardo”. Nel 2015, un consumatore su quattro ha acquistato beni o servizi online e soltanto il 6,7% delle imprese italiane ha venduto sul web.