Giulio Tremonti

Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti lanciano il loro movimento, si chiama Rinascimento e intende “rifondare” l’azione politica con “un partito che abbia riferimenti alti alla cultura italiana”, come spiega il critico d’arte e polemista in conferenza stampa al Senato. In vista del voto quali alleanze? “Se questa legge elettorale (il Rosatelum bis, ndr) passa si sara’ costretti a discutere i collegi uninominali”, dice Sgarbi. A margine il senatore Paolo Naccarato (Gal), coordinatore politico nazionale di Rinascimento aggiunge: “Se la legge elettorale ci obbliga a fare coalizioni, nei collegi valuteremo sul momento con chi coalizzarci”. Il nome e’ stato scelto, spiega Sgarbi, perche’ nella necessita’ di “liberarsi di un potere cieco” si fa riferimento “a un mondo in cui l’uomo e’ protagonista, ed e’ il Rinascimento italiano”. Dobbiamo difendere “quello che e’ il nostro petrolio”, prosegue, la cultura e il patrimonio italiano, “in stato di abbandono criminale”. La bellezza, auspica Sgarbi, “sara’ difesa dallo Stato” e segnalando “l’idea cardine” e “riferimento costituzionale” del nascente partito annuncia l’intenzione di proporre “la mia riforma costituzionale” che prevede di “inserire la bellezza accanto al lavoro nell’articolo 1 della Costituzione”. Non solo, il critico pensa anche a “un ministero del Tesoro dei Beni culturali sul quale investire quanto nella Difesa”.

Il senatore Giulio Tremonti, su Affaritaliani.it, commenta il dato Istat sulla crescita zero del Pil italiano nel secondo trimestre di quest’anno. “Come italiano mi dispiace molto. Ma l’assenza del Pil italiano può essere compensata dal carattere ‘arci-italiano’ (Longanesi, Curzio Malaparte, eccetera…) propria del governo. Il contesto porta a ricordare che l’anno scorso più o meno pari data il presidente del Consiglio dei Ministri ebbe modo di formulare questa dichiarazione: ‘Si riparte alla grande e non ce n’è per nessuno, neanche per la Germania’. Attualizzando – afferma Tremonti – è una storia stra-italiana che ricorda l’episodio che avrebbe visto protagonista Italo Balbo nel suo incontro a Palazzo Venezia con il Duce. Quando prende consistenza l’ipotesi che Benito Mussolini intende dichiarare guerra agli Stati Uniti d’America, Balbo mostra al Duce gli elenchi del telefono. Quello di Roma, un libricino. Quello di New York, alcuni volumi… Historia magistra vitae”.

Giulio Tremonti contro l’azione dell’Unione europea in una intervista su Libero: “L’euro e’ un macigno contro l’Europa. Moneta unica, globalizzazione, crisi, corsa all’allargamento: 4 asteroidi precipitati sulla Ue. Ma la ruota gira: l’Unione dei tecnocrati e’ alla fine e tornera’ quella dei popoli”. E aggiunge: “Al referendum voto no: la riforma crea un Senato di autarchici ricattatori a cui diamo poteri internazionali”. E tornando all’Europa: “E’ stato sbagliato pensare di esportare la democrazia come fosse McDonald’s: il terrorismo e’ figlio anche di questo errore. Per l’Europa ci vuole una confederazione di Stati: in comune mercato e intelligence”

“Non stiamo fondando un partito”. La premessa e’ d’obbligo quando attorno allo stesso tavolo sono riuniti a discutere e confrontarsi sul futuro dell’Italia e del centrodestra alcuni tra i principali protagonisti politici di questi anni. L’organizzatore dell’evento e’ Giulio Tremonti, anche se l’ex ministro delle Finanze preferisce lasciare la scena agli altri ospiti e al tema della riunione: nel salone delle conferenze dell’istituto don Luigi Sturzo (sede dal significato evocativo e fortemente voluta) si alternano gli ex ministri Franco Frattini e Enzo Moavero; Laura Segni; Alfredo Mantovani; il candidato sindaco di centrodestra di Milano alle ultime elezioni Stefano Parisi; l’ex segretario della Cisl Raffaele Bonanni; oltre ad esponenti del mondo imprenditoriale e accademico. L’occasione e’ il lancio di “Iustus”, il sito web dell’omonima fondazione voluta da Tremonti che punta a “favorire il confronto ed il dibattito” nell’area di centrodestra e dare un nuovo “cervello pensante” ad un’area politica e culturale disorientata. Nessun golpe politico. L’ex braccio destro di Silvio Berlusconi per l’economia sgombra il campo da fraintendimenti: “L’obiettivo e’ creare una base di valori e condividerla”. Non si discute di primarie (“Quella, semmai, e’ la fine di un percorso”), ne’ di leadership (“Proprio per la mia esperienza, non credo in una visione antropomorfa”) ma di “uno spirito collettivo” da formare secondo una “logica politica non partitica”. Parole che Tremonti concretizza indicando tre temi su cui spingere – risparmio, fisco e semplificazione – per recuperare quel “50% di persone che non votano piu'” e quel 25% del M5S “che vota contro il sistema”. “Il problema e’ come riconquistare il non-voto. E non puoi farlo solo con l’appello o con un candidato credibile. Serve una base di valori”. Il risparmio che l’ex responsabile di via XX settembre cita passa per un no deciso al “bail-in” attraverso una modifica del trattato europeo e dall’approvazione di regole che stoppino il ricorso ai derivati. Sul fisco, infine, serve una riforma per rilanciare lo sviluppo imprenditoriale da accompagnare ad una semplificazione dei vincoli burocratici che frenano l’Italia. La necessita’ del confronto e’ il trait d’union di tutti gli interventi. “C’e’ bisogno di una comune base di valori per una iniziativa che abbia un indirizzo verso un’azione politica, non necessariamente partitica”, fa eco Laura Segni. Gli occhi degli osservatori sono puntati principalmente su Stefano Parisi, soltanto ospite dell’evento che pero’ per molti osservatori rappresenta il profilo giusto per rilanciare una grossa coalizione alternativa al Pd di Matteo Renzi. “E’ necessario ricostruire una piattaforma di centrodestra e competere con il M5S – spiega Parisi quando prende la parola – Renzi ha fallito: a Milano ha vinto ricostruendo l’Ulivo mentre le sue riforme sono state fatte al ribasso con accordi con la sinistra. La sua rivoluzione e’ fallita e consegna al centrodestra una grande occasione di riappropriarsi dei moderati. Ma noi dobbiamo puntare sulla qualita’ delle persone. Dobbiamo definire i valori di una piattaforma liberale-popolare”. Bonanni annuisce, definisce la base un “comune sentire” e lancia la proposta di una campagna per “favorire l’associazionismo nelle citta’”. Appello accolto dagli organizzatori che da settembre daranno vita ad una serie di eventi ed incontri pubblici in giro per l’Italia che accompagneranno le attivita’ del sito.