governo Renzi

Non c’e’ bisogno di slide per illustrare lo stato in cui si trova il nostro Paese dal punto di vista economico e sociale. La ricerca della Cgil conferma purtroppo cio’ che denunciamo da anni: politiche economiche e scelte del governo hanno premiato i piu’ ricchi che confermano e anzi rafforzano la propria posizione sociale a scapito di un ceto medio sempre piu’ impoverito e di strato sempre piu’ larghi di popolazione condannata alla marginalita’ e poverta’”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana da Madrid, dove sta seguendo i lavori del congresso di Podemos. “Per questo – prosegue l’esponente della sinistra – serve una svolta radicale: reddito minimo garantito, piano straordinario per il lavoro, un contributo dai superricchi del nostro Paese, azioni ancora piu’ incisive di contrasto all’evasione fiscale. E’ di questo che la politica dovrebbe occuparsi – conclude Fratoianni- invece che di astratte discussioni autoreferenziali e lontane dalla vita delle persone”.

Sembra che l’agenda politica si sia bloccata alla stessa pagina, quella del referendum costituzionale. Attendiamo l’esito del 4 dicembre con trepidazione e nel frattempo ci si sbrana con le appartenenze, con le ragioni piu’ o meno motivate del fronte del si’ e del no. Renzi divide: con lui o contro di lui? Ci sta simpatico o no? Ci conviene che resti o meno al governo? E intanto il Paese arranca, e ha paura non solo del futuro – fantasma che ci si vergogna perfino di evocare – ma persino dell’oggi. Il referendum appare una stupida arma di distrazione di massa! Li’ fuori accade di tutto: una barzelletta qual e’ Trump e’ presidente Usa, una Unione europea sempre piu’ arroccata sui suoi privilegi che pensa solo a sopravvivere, sorda ai richiami che provengono dai suoi eterogenei territori, una sfiducia dei cittadini italiani ed europei nelle istituzioni. Le mafie che proliferano insieme ai razzismi e la disoccupazione che avanza. E si va avanti, almeno questa e’ l’impressione, ma in realta’ si e’ fermi. Papa Francesco insiste con le sue grida disperate contro i mali, la corruzione e l’egoismo dell’uomo. Sergio Mattarella ci invita a ripensarci come comunita’ unita e solidale, ma noi continuiamo a curarci il nostro orticello senza acqua. E ci scanniamo sul referendum: da provinciali, quali siamo sempre stati.

Confindustria sempre piu’ a sostegno del governo e della sua azione di riforma. Il presidente Boccia conferma l’apprezzamento per il lavoro del Premier sul fronte dell’innovazione. “La crescita deve essere il progetto del Paese. Ribaltiamo il paradigma attuale, non partiamo dai saldi di bilancio partendo dagli effetti di una politica economica”. Così Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, intervenendo all’assemblea di Assolombarda in corso al Mi.co. “Gli Usa dimostrano che quando c’è coerenza si cresce al ritmo doppio dell’Europa”.

“In questo momento la cosa fondamentale sono gli investimenti, servono a sconfiggere la paura del futuro. Gli investimenti privati sono merce rara e di grande qualità, per questo il governo spinge, ha messo al centro della finanziaria un piano di stimoli fiscali automatici agli investimenti privati. Da gennaio sarà il turno degli imprenditori, quando dovranno fare la loro parte e utilizzarli”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, parlando con i giornalisti a Firenze a margine del convegno della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Alle novità economiche annunciate dal governo, ha sottolineato Calenda, “le risposte che stanno arrivando dal mondo imprenditoriale mi sembrano molto buone, ma non sta a me darmi le pagelle da solo”. Il supporto alle imprese, ha chiarito Calenda, “non è fatto come una volta, con gli incentivi a bando, con l’intermediazione politica, ma in modo automatico: dovrà essere approvato nella finanziaria, poi starà a loro decidere come utilizzarlo”.

Il centrodestra pensa al rilancio politico. Il percorso lo spiega Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia in una intervista a Libero dopo aver partecipato al vertice di Arcore con Silvio Berlusconi per Forza Italia e Matteo Salvini, leader della Lega. “Ci siamo nuovamente seduti al tavolo insieme – dice Meloni – Ma ciò non significa che ci pentiamo delle scelte prese negli ultimi mesi. Anzi le rivendichiamo”. E aggiunge: “Noi siamo rimasti fedeli alla nostra linea. Anche alle ultime elezioni amministrative. Il risultato di Roma ha dimostrato che questo è il modello di centrodestra che ha più successo tra i cittadini”. E sull’atteggiamento nei confronti del governo Renzi: “Noi non abbiamo mai avuto dubbi”, mentre “Forza Italia, invece, negli anni, è stata più ondivaga. E anche recentemente ho letto dichiarazioni, come quelle di Stefano Parisi, che sembravano alimentare dubbi su cosa fare il giorno dopo, nel caso in cui Renzi perdesse il referendum”. Sulla consultazione popolare riguardo alla riforma costituzionale spiega la leader di Fratelli d’Italia: “Inutile negare che il referendum può essere anche un’occasione per liberarci di questo governo di burattini. Dobbiamo dare messaggi chiari al nostro elettorato se vogliamo motivarlo ad andare a votare no. E su questo punto, il vertice di mercoledì ha fatto chiarezza”. Le priorità del programma da scrivere dopo l’incontro di Arcore sono: “Tasse, sicurezza, immigrazione, famiglia”. Meloni rivendica “di aver ottenuto l’inserimento di alcune nostre battaglie storiche, come il tetto alle tasse in Costituzione e il diritto per i cittadini di esprimersi sulla ratifica dei trattati internazionali, compresi quelli sulla nostra presenza nell’Ue”. E poi sull’Italicum: “Avremo una linea comune sulla legge elettorale, fissando un punto: nessuno si presterà a governi di inciucio che non siano frutto del consenso popolare quando Renzi perderà il referendum”. (immagine Fabio Cimaglia/LaPresse)

Flavio Briatore non e’ di certo uno che le manda a dire e in una intervista a Il Giornale insiste sulla sua tesi. Da diversi anni sostiene che il nostro Paese potrebbe ‘vivere’ di turismo e che il lusso e’ un traino. ‘Mancano gli hotel a 5 stelle – lamenta Briatore. Per attrarre chi spende 10-20 mila euro al giorno ci mancano servizi, infrastrutture e personale di livello internazionale. Il turismo e’ la nostra prima azienda, potrebbe garantirci 6-7 punti di Pil in piu’ e invece siamo al palo. Le Regioni non possono procedere in ordine sparso: ci dovrebbe essere un coordinamento a Roma’.