inciucio

“Le prossime elezioni si vincono impedendo ai partiti dell’inciucio di fare il 51%. Sappiamo bene a cosa ambiscono, avere il 51% garantirsi altri cinque anni di impunita’”. Lo afferma il candidato premier M5S Luigi Di Maio nel corso di un convegno su Mps e dicendosi “fiducioso” per le Politiche dopo il voto in Sicilia. “Alle Politiche bastera’ mettere una x sul simbolo”, osserva con riferimento agli impresentabili in Sicilia.

La critica politica e la maggiore aggressivita’ che un personaggio pubblico ha l’onere di subire sdoganano – secondo la Cassazione – anche il termine ‘inciucio‘, per indicare l’accordo tra parti contrapposte.
La suprema corte si e’ pronunciata respingendo il ricorso della ministra Anna Finocchiaro, che aveva chiamato in giudizio per diffamazione l’avvocato Fabio Repeci. Ha condiviso le conclusioni della Corte d’appello di Messina che ha ritenuto che tale termine rientri nei limiti della “continenza”.
Secondo quanto ricostruito nelle sentenze, Repeci nel 2007 in quattro lettere aperte indico’ Finocchiaro, all’epoca capogruppo dell’Ulivo al Senato, come parte di accordi ‘sottobanco’ per ritardare lo scioglimento per mafia del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Chiamato in causa da Finocchiaro, spiego’ di essersi limitato a dare conto di notizie circolate in ambienti politici locali e riportate anche da organi di stampa.
In primo grado, il tribunale accolse la richiesta di risarcimento da 50mila euro della senatrice, invece la Corte d’appello di Messina riformo’ la decisione, riconoscendo “il carattere offensivo e diffamatorio” delle lettere, ma ritenendo sussistente “l’esimente della verita’ putativa”. Rilevo’ poi gli estremi della “pertinenza” e della “continenza” anche in riferimento all’espressione ‘inciucio filomafioso’.
Secondo la Cassazione, la corte d’appello ha correttamente applicato i principi del “diritto di critica politica”, che – ricorda – puo’ far uso anche di “un linguaggio colorito e pungente”. Repici ha a sua volta proposto ricorso, ritenendo che le sue lettere fossero state travisate anche dalla sentenza d’appello con una dichiarazione di “diffamatorieta’ non motivata e preconcetta”, in quanto lui si era limitato a riferire di una fuga di notizie, senza dire se fossero vere o meno. Sul punto la Cassazione non si pronuncia limitandosi a sottolineare che Repici e’ uscito dal giudizio “totalmente vittorioso”.

“La confusione politico-mentale del Movimento 5 Stelle ogni giorno diventa sempre più abnorme. Prima si definiscono ‘francescani’ per poi attaccare i migranti che arrivano in Italia. Poi c’è la Sindaca Raggi che in un primo tweet parla di migranti ‘fratelli’ salvo poi decidere di cacciarli da Roma. Contestualmente – cosa ancora più imbarazzante – si profila anche un inciucio M5S-Lega Nord (ma non avevano detto che non si sarebbero mai alleati con gli altri partiti?). Anche in questo caso emerge il caos grillino: un mix di dilettantismo e incoerenza politica. Sì… perché mentre Casalleggio jr sembra incontrare il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, per una potenziale intesa Lega-M5S, Di Battista smentisce la possibile alleanza che invece Sibilia afferma essere possibile. Signori miei capirete bene che se l’Italia ha bisogna di stabilità, questa stabilità non può di certo darla il Movimento 5 Stelle. Ve li immaginate al Governo con la Lega? Se questo asse sovranista dovesse prendere forma non sarebbe certo una buona notizia per l’Italia ed è chiaro che così farebbero solo danno al nostro Paese”. Lo afferma Mariano Rabino, deputato e presidente di Scelta Civica.