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Investito del mandato presidenziale appena ieri, il nuovo capo di Stato della Corea del Sud, Moon Jae-In, ha gia’dichiarato guerra ai “chaebols”, i giganti industriali guidati da grandi famiglie, accusate di giocare una forte influenza sulla politica del paese. “Avviero’ un’iniziativa di riforma dei conglomerati industriali”, ha detto, nel suo primo discorso da Presidente. I chaebols in Corea del Sud sono principalmente quattro: Samsung, Hyundai, Lg e Sk. Oltre a essere invisi per episodi di corruzione – l’ultima inchiesta ha portato addirittura alla caduta della Presidente precedente, Park Geun-hye – gli viene contestato il fatto di costituire un freno alla diversificazione dell’economia.

I tre trattati siglati oggi a Roma al Digital Day sull’automotive, sull’Industria 4.0 e sul supercalcolo “riuniscono tutto quello che chiediamo da anni”. E’ il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda a sottolinearlo, commentando i tre accordi che escono oggi dalla giornata sul digitale organizzata a Roma dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea per i 60 anni dei Trattati di Roma. “E’ giunto il tempo che in Europa ritorni la politica industriale e oggi – ha evidenziato Calenda – sta accadendo”.

Il governo si appresta a “rafforzare il fondo di garanzia per le imprese”. A ribadire la linea di pronto intervento industriale il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, nel corso della trasmissione di Maria Latella “l’Intervista” su Skytg24. Un fondo rinnovato, spiega, che “garantirà l’80% dei finanziamenti a quelle imprese che investono, soprattutto Pmi e quelle in fase di strat up”. Per le imprese invece che intenderanno finanziare solo “il circolante, cioè senza investire, la percentuale sarà inferiore”, prosegue ribadendo come l’intervento sia stato pensato perchè “molto spesso è difficile trovare i soldi. Le banche italiane hanno criteri stringenti che non consentono alla liquidità di scaricarsi a terra, di arrivare alle aziende”. Calenda poi difende la politica dell’offerta varata dal governo e che trova in industria 4.0 l’ultimo intervento in ordine di tempo. “Io non conosco altro modo di fare crescita in modo che sia sano e in cui i lavoratori guadagnino di più. L’impresa investe e i lavoratori sono più remunerati, questo è il paradigma”, spiega ribadendo come: “il governo non finanzia gli imprenditori ma le imprese che investono. E’ un concetto diverso”.

Cresce l’economia in Italia, ma con moderazione. Spingono i consumi e migliorano gli investimenti. A rilevarlo è l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. L’Istituto comunque precisa che la crescita rallenta a breve termine. Intanto ai risultati positivi ottenuti nel primo trimestre si affiancano punte di debolezza nelle aspettative delle imprese e negli ordini del settore manifatturiero. Aumentano, rispetto al trimestre precedente, i consumi nazionali e gli investimenti fissi lordi (+ 0,2%). L’industria in senso stretto segna +1,2% di crescita, ma calano gli ordinativi (-1,4%). Segnali di miglioramento si riscontrano sul mercato immobiliare.

Numeri negativi a marzo per l’industria italiana: rispetto al mese di febbraio, l’Istat segnala una diminuzione sia per quanto riguarda il fatturato (-1,6%), sia per quello che attiene gli ordinativi (-3,3%). La contrazione del fatturato e’ sintesi della flessione del 2,6% sul mercato interno e di un lieve incremento (+0,1%) su quello estero. Il calo degli ordinativi invece si registra sia sul mercato interno (-1,5%), ma anche su quello estero (-5,8%). La diminuzione del fatturato peraltro emerge anche considerando la dinamica congiunturale degli ultimi tre mesi: l’indice complessivo cala dell’1,1% (-1,2% per il fatturato interno e -0,9% per quello estero). L’istituto nazionale di statistica rileva inoltre come il fatturato totale diminuisca in termini tendenziali del 3,6%, con un calo addirittura del 4,4% sul mercato interno e del 2,2% su quello estero. Quello odierno é il peggior dato dal 2013