Inpgi

Il M5S scende in campo per la tutela dei giornalisti freelance e lo fa chiedendo chiarezza sulle sorti dell’INPGI, l’istituto previdenziale della categoria. “A differenza di quanto sostiene la grande stampa, il M5S ha a cuore la sorte dei cronisti freelance che vengono sfruttati ogni giorno dai loro editori, lavorano per pochi euro a pezzo o addirittura gratis. Ci allarma la condizione finanziaria dell’Inpgi e per questo non ci soddisfa la risposta generica che ieri pomeriggio ci e’ giunta dal ministero del Lavoro sulle sorti dell’istituto di previdenza dei giornalisti”. Lo fanno sapere i deputati M5S che hanno presentato, con Claudio Cominardi, una interrogazione in commissione Lavoro sul tema. “La Corte dei Conti ha scattato una fotografia impietosa: senza interventi il patrimonio dell’ente pensionistico si azzerera’ nel 2030. Il bilancio 2015 segna un rosso sulla gestione principale di 142 milioni, con 112 milioni di squilibrio tra entrate e uscite previdenziali. Intanto la neo-presidente Marina Macelloni, succeduta all’inquisito Andrea Camporese, guadagna la bellezza di 230mila euro lordi l’anno”, rincara Cominardi. “Si sta riducendo pure l’avanzo della gestione separata, quella dedicata ai freelance, mentre emerge addirittura che nel 2014 quattro giornalisti che fanno la libera professione su dieci hanno lavorato gratis. Il gap tra pochi cronisti garantiti e una moltitudine di precari senza tutele e’ uno scandalo che va sanato, garantendo emolumenti dignitosi a tutti e magari anche prevedendo l’obbligo di tracciabilita’ e firma di tutti gli articoli, per agevolare i controlli e far emergere il lavoro non retribuito”.