Islamabad

Una delegazione americana guidata da Lisa Curtis, direttrice per l’Asia meridionale del Consiglio nazionale per la sicurezza statunitense, e integrata da alti responsabili del Dipartimento di Stato e del Pentagono, ha visitato oggi Islamabad dove ha avuto colloqui con le autorita’ pachistane riguardanti la situazione in Afghanistan e l’impegno del Pakistan per la lotta al terrorismo. La delegazione pachistana era guidata dal sottosegretario agli Esteri Tehmina Janjua e, ha reso noto un comunicato, le parti hanno esaminato lo stato delle relazioni bilaterali alla luce della dottrina del presidente Donald Trump per Afghanistan e Asia meridionale. Nel suo intervento Janjua ha ribadito la nota posizione del Pakistan favorevole ad una soluzione politica della crisi afghana concepita e gestita dal governo di Kabul. I responsabili pachistani, ha inoltre precisato il comunicato, hanno confermato l’impegno delle forze armate nazionali per eliminare il terrorismo da tutto il territorio, ed hanno manifestato preoccupazione per i continui attacchi provenienti da oltre frontiera. Da parte sua la delegazione americana, dopo aver ricordato la lunga cooperazione con il Pakistan, ha sottolineato l’importanza di rilanciare le relazioni bilaterali “in modo da poter raggiungere il comune obiettivo di pace e stabilita’ in Afghanistan e nella regione”.

Momenti di intensa tensione hanno segnato oggi ad Islamabad una mobilitazione del partito di opposizione Pakistan Tehreek-i-Insaf (Pti), guidato dall’ex star del cricket pachistano passata alla politica, Imran Khan, con scontri fra dimostranti e polizia che ha proceduto all’arresto di almeno 70 persone. Lo riferisce Dunya Tv. L’emittente ha ricordato che obiettivo della protesta, giunta al suo terzo giorno e di carattere nazionale, e’ quello di “paralizzare Islamabad” nel mese di novembre per protestare contro il governo che ha arrestato nei giorni scorsi giovani attivisti del Pti, un piano che le forze di sicurezza sono determinate a far fallire. Per bloccare i militanti che volevano raggiungere la residenza del loro leader nel quartiere di Bani Gala, gli agenti hanno fatto uso di sfollagente e candelotti lacrimogeni e per rappresaglia i dimostranti hanno appiccato il fuoco al bosco che si trova nella zona. La reazione della polizia e’ dovuta anche al fatto che il governo ha imposto la ‘sezione 144′ del Codice penale che proibisce i raduni pubblici nella capitale e nella citta’ gemella di Rawalpindi, ma il Pti e la Lega musulmana Awami (Aml) hanno annunciato che sfideranno la proibizione.