Ismaele La Vardera

“Per ora non ho niente da dire. Sara’ mia premura rilasciare dichiarazioni al momento opportuno”. Ismaele La Vardera, ex “Iena” di Italia 1 e candidato sindaco di Palermo per la lista di Salvini e Meloni, contattato telefonicamente dall’agenzia ITALPRESS, si trincera dietro un “no comment”. Non ammette, ne’ nega l’accusa che la sua candidatura sia stata tutta un bluff. A sollevare il caso e’ stato il movimento Fratelli d’Italia, secondo cui La Verdera avrebbe inscenato tutto – dalla campagna elettorale, ai manifesti, ai video, alle liste – per realizzare un servizio giornalistico, un documentario, che potesse raccontare i meccanismi elettorali, i segreti e i retroscena delle elezioni comunali e della politica palermitana. Il giovane giornalista dice di “essere tranquillissimo” e che per ora non intende “aggiungere altro” su eventuali esposti che Fratelli d’Italia avrebbe intenzione di presentare in Procura.

C’era una volta un limite a tutto. A quanto pare il candidato del centrodestra minoritario di Palermo e dintorni, Ismaele La Vardera, un ragazzotto figlio delle telecamere e di qualche minuto di notorietà televisiva, sostenuto dalla Lega di Salvini e da Fratelli d’Italia, avrebbe usato la sua candidatura a sindaco di Palermo solo per girare un documentario e non per motivazioni politiche. Se, questa che sembra molto più di una ipotesi. verrà confermata, sarebbe inevitabile che tutti coloro che hanno candidato questo giovincello, dal primo dirigente all’ultimo, chiedessero scusa per la scelta fatta: in fila. Ismaele La Vardera dovrebbe invece soltanto non mettere più piede a Palermo. Soltanto questo. E il suo documentario non trovare mai alcun canale televisivo disposto a mandarlo in onda. Per rispetto dei palermitani che hanno votato per questo galantuomo e che non possono essere considerati comparse ma protagonisti.