Jean-Claude Juncker

L’incontro di mercoledì a Londra fra la premier del Regno Unito Theresa May e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker sarebbe andato “molto male”, secondo quanto pubblicato dal Sunday Times e riportato da LaPresse. Una fonte di Bruxelles avrebbe detto che May “vive in un’altra galassia” riferendosi alla richiesta britannica di “uno schema dettagliato” del futuro accordo commerciale bilaterale prima che il Regno Unito si impegni a pagare il corrispettivo del suo ritiro dall’Ue.
Secondo il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, Juncker avrebbe detto: “Sto lasciando Downing Street 10 volte più scettico di quando ero arrivato”. Ieri, May, ospite di Andrew Marr alla Bbc, è tornata sull’argomento, rispondendo: “Non vivo in un’altra galassia”, e mostrandosi consapevole che “i negoziati saranno difficili”.

L’Unione europea sostiene pienamente il governo democraticamente eletto in Turchia, le istituzioni del paese e lo stato di diritto. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta dei presidenti di Consiglio e Commissione Ue, Donald Tusk e Jean-Claude Juncker, insieme all’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, a nome degli stati membri Ue attualmente a Ulan Bator per il vertice Asia-Europa (Asem). “La Turchia – ribadisce la nota, a commento del tentativo di colpo di stato in Turchia – e’ un partner chiave per l’Unione europea”. Nella dichiarazione si chiede “il ritorno rapido all’ordine costituzionale della Turchia. “Noi continuiamo – conclude la nota – a seguire da vicino gli sviluppi e a coordinarci con i ventotto stati membri dell’Ue”. Una nota del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) informa che Mogherini ha convocato un incontro d’urgenza dei ministri degli Esteri dell’Ue e dei loro rappresentanti, a Ulan Bator per il vertice Asem.

 

Juncker, dopo i rumors che si sono susseguiti dopo la Brexit, sgombra il campo da equivoci e lo fa con un intervento netto, che prende le distanze da equilibrismi e tatticismi. “L’ora e’ grave” ma “io sono allergico alle incertezze” e quindi “vorrei che la Gran Bretagna rispettasse la volonta’ del popolo britannico senza nascondersi dietro giochi a porte chiuse”, dice Jean Claude Juncker nel suo intervento alla plenaria straordinaria del Parlamento europeo sulla Brexit. “Sono sorpreso di vedere che io, proprio io che in Gran Bretagna vengo dipinto come tecnocrate, eurocrate e robot, voglio trarre le conseguenze del voto. E loro no?”.

“Non si può escludere” che gli euroscettici di altri paesi si sentano incoraggiati dall’esito della consultazione britannica e vogliano celebrare altri referendum, “dal momento che i populisti non perdono occasione per dar voce alle loro posizioni anti-Europeiste”. Tuttavia “le ripercussioni del referendum britannico potrebbero mettere rapidamente fine a tale grossolana demagogia, dato che dovrebbe presto diventare chiaro che il Regno Unito stava meglio all’interno dell’UE, da un punto di vista economico, sociale e in termini di politica estera”. A dichiararlo, in un’intervista alla Bild, è il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker.

Non ci saranno nuovi negoziati con Londra dopo la conclusione del referendum di Brexit. “Fuori significa fuori”. E’ questo l’ennesimo avvertimento del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker al Regno Unito espresso in un incontro rapido con la stampa dopo un colloquio con il cancelliere austriaco Christian Kern. C’e’ un massimo che il Regno Unico ha potuto ottenere e noi abbiamo dato il massimo, per cui non ci sara’ alcuna nuova trattativa ne’ sull’accordo concluso a febbraio ne’ su una modifica del Trattato”, ha aggiunto Juncker. A febbraio i 27 capi di stato e di governo avevano concordato con David Cameron una serie di concessioni che limitano gli aiuti sociali ai cittadini Ue che risiedono nel Regno Unito.