Kim Jong Un

Il direttore della Cia, Mike Pompeo, in attesa della conferma in Senato della sua nomina a segretario di Stato, avrebbe incontrato segretamente il leader nordcoreano Kim Jong-un. La notizia è stata diffusa dal Washington Post, secondo quanto riporta l’Ansa, con la precisazione che la visita di Pompeo a Pyongyang sarebbe avvenuta nel fine settimana di Pasqua. L’incontro dovrebbe aprire la strada ai colloqui che si terranno tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Kim Jong-un. Al centro dell’incontro la soluzione sul programma nucleare di Pyongyang. Si tratta di un faccia a faccia di più alto livello tra i due Paesi dal 2000, quando l’ex segretario di Stato Madeleine Albright si incontrò con Kim Jong-Il, il padre di Kim Jong-un. Un incontro tra Trump e il leader coreano è dato per probabile a giugno.

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha detto che il test di lancio di un missile balistico intercontinentale effettuato ieri, in piena notte, ha dimostrato che la Corea del Nord può colpire gli Stati Uniti continentali. Il premier Shinzo Abe, ha affermato che il vettore sarebbe caduto nella zona economica esclusiva nipponica nel mar del Giappone dopo un volo di 45 minuti circa, secondo il portavoce del governo, Yoshihide Suga. Tokyo intanto, come la Corea del Sud, ha convocato il Consiglio sulla sicurezza nazionale.

La Corea del Nord ha oggi lanciato tre missili balistici caduti nelle acque del mar del Giappone: lo riferisce il comando congiunto dello Stato maggiore sudcoreano, mentre ad Hangzhou, in Cina, sono in corso i lavori del summit del G20. I missili, in base a quanto detto dai militari di Seul, sono stati lanciati intorno alle 12:14 locali (le 5:14 in Italia) da Hwangju, nella provincia occidentale di North Hwanghae, e sono caduti al largo della costa orientale, nel mar del Giappone. Incerta la tipologia di vettori testati, ha riferito l’agenzia Yonhap: “siamo ancora nella fase di esame per determinare la tipologia di vettori testati”, ha detto una fonte militare in forma anonima. L’ultima intemperanza di Pyongyang è maturata poco dopo il bilaterale tenuto ad Hangzhou tra il presidente cinese Xi Jinping e dalla controparte sudcoreana Park Geun-hye che ha criticato il Nord per le ripetute provocazioni, responsabili dei malumori nei rapporti tra Seul e Pechino. Xi ha rinnovato la sua contrarietà all’arrivo in Corea del Sud degli avanzati sistemi antimissile americani Thaad che, in base a quanto deciso da Washington e Suel per scoraggiare le intemperanze della Corea del Nord, dovrebbero diventare operativi entro la fine del 2017. Il governo giapponese ha comunicato una forte protesta dopo il lancio dei 3 missili balistici della Corea del Nord. Il premier nipponico Shinzo Abe, presente al vertice del G20 ad Hangzhou, in Cina, ha indicato che collaborerà con la presidente sud coreana Park Geun-hye, mentre il ministero della Difesa sta ancora analizzando la dinamica del volo e i detriti dei missili utilizzati dal regime di Pyongyang.

Han Song Ryol, direttore generale per gli affari statunitensi del ministero degli esteri nordcoreano, ha dichiarato ieri che Washington ha “varcato una linea rossa” ponendo il leader nordcoreano Kim Jong Un nella lista degli individui soggetti a sanzioni internazionali, dichiarando di fatto guerra a Pyongyang. Il funzionario nordcoreano ha avvertito che la guerra potrebbe divampare davvero nella Penisola nordcoreana il mese prossimo, se Usa e Corea del Sud terranno le loro esercitazioni militari congiunge come da programma. La Corea del Nord ritiene che la natura di tali manovre militari periodiche sia ormai palesemente aggressiva, in quanto il programma delle esercitazioni include simulazioni di invasione della capitale nordcoreana e di “decapitation strike”, vale a dire attacchi mirati tesi a eliminare la leadership del paese. Washington ha inserito il dittatore nordcoreano Kim Jong Un nella lista degli individui soggetti a sanzioni lo scorso 6 luglio, una mossa senza precedenti che secondo Pyongyang rende impossibile risolvere qualunque questione aperta al di fuori delle leggi di guerra.

Nordcorea esclude una ripresa dei negoziati su programma nucleare: “Usa mantengono loro politica ostile, non riprendiamo colloqui” La Corea del Nord a guida Kim Jong Un ‘non ha intenzione” di riprendere i colloqui sul suo programma nucleare, secondo quanto annunciato da un suo alto diplomatico, malgrado i ripetuti appelli della Cina, suo principale alleato. Il governo nordcoreano ha lasciato nel 2009 il tavolo dei negoziati, che vedeva riuniti con Pyongyang anche Cina, Corea del Sud, Stati uniti, Russia e Giappone. In un contesto in cui gli Stati uniti mantengono la loro politica ostile la Corea del Nord non sarebbe intenzionata a discutere di denuclearizzazione della penisola coreana. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, nelle scorse settimane, ha adottato le sanzioni più dure mai inflitte ai danni della Corea del Nord.