“Domenica prossima l’appuntamento dell’Adriano, indetto assieme ad Alemanno ed Azione Nazionale, sara’ l’occasione per rivedere tantissime bandiere che sventoleranno per le nostre idee”. Lo scrive Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. “Nella societa’ del diritto relativista, occorre proclamare con nettezza che non esiste la creazione del figlio a proprio piacimento e che la tecnica e’ funzionale alla vita e non viceversa. In uno Stato condizionato dal folle convincimento che le tasse che paghiamo servano solo a pagare debiti – prosegue Storace – occorre pretendere una autentica svolta sociale. In una Nazione invasa da un’immigrazione senza precedenti, si deve avere il coraggio di negare che rappresenti una tendenza xenofoba il rifiuto di facili integrazioni estranee alla cultura dei doveri. Viviamo il tempo del pensiero debole, ma Donald Trump dimostra che nella piu’ grande democrazia del mondo si puo’ scardinare l’obbligo del politicamente corretto. Occorre capire chi puo’ rappresentarlo al meglio – aggiunge Storace su Il Giornale d’Italia – per recuperare dall’oceano dell’astensione milioni di italiani di destra che oggi non saprebbero per chi votare senza una presenza attiva e organizzata. Non sono le diatribe fra Renzi e Junker ma il modello di societa’ quello che segna le differenze fra destra e sinistra. Da destra occorrono risposte nette, che non esauriscono il loro fascino in un accordo ad Arcore. Sicuramente occorre il partito unico, ma non quello che costruirono Berlusconi e Fini negli anni del loro successo come Pdl che fu un modello senz’anima, costruito nel nome della mistica di una unita’ che dura solo fino a che sta al potere perche’ e’ senza valori. Serve il partito unico delle destre e occorrera’ vincere ogni resistenza. Se ne renda conto anche Fratelli d’Italia, che alle prossime elezioni politiche – conclude Storace – rischiera’ di pagare duramente la propaganda contro i piccoli partiti, che sara’ sempre piu’ spietata qualunque sia la legge elettorale. Guardiamo un po’ piu’ in la’ dell’orto di famiglia”.