Le Pen

La vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi è stata salutata con grande speranza da Gentiloni, Alfano e Renzi, tra i primi a commentare il voto francese sui social network. Salvini e Meloni hanno ringraziato Marine Le Pen. “Evviva Macron presidente. Una speranza si aggira per l’Europa”, ha scritto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su Twitter. “Emmnuael Macron ha vinto. Brinda la Francia e chi crede nell’Europa, nel libero mercato, nella solidarietà. Lo aspettiamo a Taormina al #G7”, questo il commento del ministro degli esteri Angelino Alfano. “La vittoria di Macron scrive una straordinaria pagina di speranza per la Francia e per l’Europa”, ha scritto su Twitter il del segretario del Pd Matteo Renzi. “Grazie Marine Le Pen, chi lotta non perde mai”, così su Facebook il segretario della Lega, Matteo Salvini. Per Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, “ha vinto la paura” ma “il 36% di Marine Le Pen resta un dato straordinario, e sarà la base sulla quale nascerà il nuovo movimento sovranista francese”.

Con la vittoria, al primo round, di Emmanuel Macron su Marine Le Pen, le elezioni presidenziali francesi riportano il Centro alla ribalta. E’ la vittoria del buon senso sul populismo – che comunque e’ in auge -, la vittoria della responsabilita’ e della costruzione sul disfattismo e sul disimpegno. Macron apre un’epoca e restituisce speranza alla speranza e alle ragioni della buona politica, ad una Europa diversa e alla razionalita’ del fare.

“Il programma di politica estera del M5S appare una sovrapposizione puntuale e precisa con le parole della candidata del Fronte Nazionale alla presidenza francese, Marine Le Pen. Il ‘Contrasto ai trattati internazionali come TTIP e CETA’ dei 5 stelle corrisponde ad esempio al punto 127 degli ‘Engagements Pre’sidentiels’ di Marine Le Pen che impone di ‘Rifiutare i trattati internazionali come il TAFTA e il CETA'”. Identica l’affinita’ politica e culturale che si registra intorno alla rivendicazione di ‘Sovranita’ e indipendenza’ (al secondo posto tra le priorita’ M5S) che apre gli ‘Impegni presidenziali’ di Marine Le Pen con la formulazione ‘Ritrovare la nostra liberta’ e il controllo del nostro destino, restituendo al popolo francese la propria sovranita’ monetaria, legislativa, territoriale ed economica’. Se la ‘riforma della Nato’ occupa solo l’ottava posizione nelle priorita’ M5S, essa viene declinata dalla Le Pen con l’impegno ad ‘abbandonare il comando integrato dell’Alleanza Atlantica’. La sostanza del programma internazionale Cinque Stelle e’ evidentemente ispirata a quella della principale forza politica che in Europa si candida a realizzare il disegno sovranista e nazionalista. Nessuna copiatura o plagio, ovviamente, ma qualcosa di molto piu’ serio: la condivisione di un orizzonte politico e culturale che punta a riportare il nostro continente (e l’Italia) alla stagione dell’isolamento e dei conflitti”. Lo scrive il deputato del Pd, Andrea Romano, nel suo blog

Brutte notizie per i sondaggisti, alle prese con vistosi errori nella valutazione di previsioni politico-elettorali. L’efficacia dei sondaggi pre-elettorali anche in Francia occupa un posto tutt’altro che secondario: lo scrive il quotidiano conservatore francese “Le Figaro” in una analisi dedicata al ruolo che gli istituti di opinione hanno ed avranno nella lunga stagione elettorale che iniziera’ il 20 novembre prossimo con il primo turno delle primarie del centro-destra e che concludera’ con le presidenziali della primavera 2017. Diversi sondaggisti sentiti dal giornale spiegano di voler effettuare una profonda revisione dei loro metodi di indagine e mettono le mani avanti rifiutando di fare previsioni certe fino all’ultimo momento utile. Cio’ che tutti loro temono, secondo il “Figaro” e’ innanzitutto il divario tra gli elettori che affermano che si recheranno a votare e la effettiva affluenza alle urne. Questa discrepanza apre poi il discorso su quello che sembra essere stato il principale comportamento degli elettori ad aver disorientato i sondaggi: il voto “nascosto”; il fatto cioe’ che negli Stati Uniti, come in precedenza per il referendum sulla Brexit nel Regno Unito, milioni di persone si siano sottratte alle rilevazioni oppure abbiano dichiarato una scelta politica diversa da quella che poi hanno effettivamente espresso nel segreto dell’urna. Per quel che riguarda lo scenario francese, in particolare, molti temono che tale comportamento potrebbe favorire il Front national di Marine Le Pen; ma su questo non c’e’ consenso tra gli esperti: diversi tra i sondaggisti sentiti dal “Figaro” ricordano infatti come questo comportamento sia il corollario di un voto di protesta che negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna si e’ manifestato con forza per la prima volta solo quest’anno, mentre in Francia esiste e si esprime ormai da una trentina di anni.

“Oggi il centrodestra italiano deve scegliere: o sta col Ppe e la Merkel, oppure sta con Le Pen. Confalonieri l’ha fatto notare e ha ragione. Questi sapientoni di Forza Italia che sanno solo distruggere mi sembrano per meta’ incompetenti e per meta’ dilettanti allo sbaraglio. Perche’ oggi la grande questione non e’ tra sinistra e destra, ma tra il populismo nelle varie sembianze, da Le Pen a Grillo, e le forze responsabili”. Cosi’ il leader centrista Pier Ferdinando Casini in un’intervista alla Stampa. “Confalonieri esprime il buonsenso di chi deve far tornare i conti e, quando sente certe idiozie alla Salvini tipo uscire dall’euro, dice a Fi: ma vi rendete conto che, continuando a scuotere l’albero dell’anti-renzismo, alla fine ne raccogliera’ i frutti solo Grillo? Una prospettiva che Confalonieri non puo’ accettare, ma nemmeno Berlusconi. Difatti ha ripetuto piu’ volte che M5S per lui rappresenta il pericolo piu’ serio”. “Qualora il centrodestra assumesse i connotati di forza seria e responsabile, decisa a fare argine contro i populismi, verrebbero meno le motivazioni di tante divisioni. Se invece l’obiettivo fosse la demolizione di Renzi nella speranza di sostituirlo, beh, allora auguri”, dice Casini, convinto che “una volta cacciato Renzi, il pallino del gioco non tornera’ a destra. Se lo prendera’ M5S. Per cui – conclude – posso capire certi risentimenti del mondo berlusconiano nei confronti del premier, ma impostarci su una politica a me sembra follia”.