Leopolda

In un post su facebook il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, annuncia la ‘Leopolda sicula’, giunta alla sua terza edizione, per il 20 gennaio 2018. “La chiameremo ‘Open’, come uno straordinario libro biografia di Andre Agassi, l’elogio del coraggio e della determinazione. ‘Open’ come la necessita’ di un partito – aggiunge – che sia aperto ed inclusivo. Sara’ una iniziativa ‘costituente’, insieme a tanti esponenti della societa’ civile, di sindaci, amministratori, ragazze e ragazzi, esponenti che hanno dato vita ad esperienze politiche civiche in tutti i territori. Costruiremo le condizioni per essere competitivi alle elezioni politiche di marzo e pronti a batterci e vincere in tutti i collegi uninominali della Sicilia”. Faraone scrive anche che “dalla prossima settimana riprenderemo il tour #casaXcasa, il nostro viaggio che si concludera’ a meta’ gennaio con Open”.

“Non e’ una kermesse del M5S oggi facciamo parlare esperti di vari campi, la sfida e’ cambiare la societa’: Le istituzioni sono uno strumento per cambiare la societa’ e migliorarla”. Ci tiene a sottolinearlo il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio parlando dell’iniziativa ‘Sum #01′ ad Ivrea. “Questa – ricorda – e’ una giornata in cui ricordiamo Gianroberto Casaleggio parlando di futuro, non va derubricata a kermesse politica, non c’entra niente la Leopolda”. Quindi “Le persone che sono qui hanno la loro indipendenza personale e professionale” e “la politica qui fa lo spettatore”. Di Maio, poi, a chi gli domanda se la leadership del 5 stelle e’ di Davide Casaleggio, replica stizzito: “Dobbiamo abbandonare questi termini: leadership, coalizioni alleanze, sono vetusti”.

Uno sguardo a quello che sarà il ‘Lingotto 2017′, la kermesse politica voluta da Matteo Renzi come prima tappa della sua campagna per le primarie del partito democratico. Massimo Gramigni, organizzatore dell’evento, che partirà venerdì a Torino, lo ha spiegato ieri durante il programma di Rai Radio1 “Un Giorno da Pecora”. “Il Lingotto 2017 – ha detto – sarà organizzato in questa maniera: all’interno di un padiglione, ci sarà un rettangolo di 140 metri per 50, alto 10 metri, al cui interno ci sarà la platea ovale e 12 grande stanze dove si discuterà il programma della candidatura e quello del futuro governo”. I colori predominanti “saranno il blu ed il rosso”. Renzi dovrebbe intervenire venerdì e domenica. Che musica ci sarà? “E’ più facile che ci siano i Muse o gli U2, le canzoni le sceglie Veronique, un’amica di Matteo Renzi, che è in sintonia con lui dal punto di vista musicale”, ha continuato l’organizzatore. La kermesse sarà simile alla Leopolda? “No – ha dichiarato Gramigni – La Leopolda ha un palco dove ciascuno parla, mentre qui le 12 stanze di lavoro contano quanto la plenaria”.

“Che piaccia o non piaccia a Bruxelles, i soldi per le scuole resteranno fuori dal patto di stabilita’. I nostri figli valgono di piu’. Diciamolo con forza ai sindaci: tornate a progettare”. Così Matteo Renzi nell’intervento di chiusura della tre giorni di dibattito alla stazione Leopolda di Firenze. Sul referendum del 4 dicembre, il presidente del Consiglio e segretario Pd osserva: “Quelli che dicono di no, voi pensate che lo facciano perche’ ce l’hanno con l’articolo 70 della Costituzione? – chiede Renzi, riferendosi tra gli altri a Ciriaco De Mita, Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi, che cita nel suo intervento – Loro hanno un’occasione: quella di rimettersi in gioco”. Aggiunge il premier: “Il referendum del 4 dicembre non e’ tra due Italie, perche’ l’Italia e’ una e indivisibile, e il popolo italiano puo’ votare e non e’ un popolo diviso. Ci sono due gruppi dirigenti diversi: quelli del si’ hanno un progetto. Quelli del no se li chiudi in una stanza e dici ‘uscite con un’idea in comune’, non escono piu’”. Nel suo intervento Renzi parla anche di una Italia che “e’ a un bivio” e che “deve scegliere se essere la patria del Gattopardo o dell’innovazione. Dell’ennesima occasione perduta o laboratorio del futuro”, dice dal palco della Leopolda. E sugli scontri di ieri a Firenze, tra polizia e manifestanti del No al referendum, che hanno prodotto un bilancio di 12 agenti feriti, afferma: “Noi stiamo dalla parte di quei poliziotti, di quei carabinieri, di quelle forze dell’ordine che non meritavano ieri di essere insultate. E non c’e’ da scomodare Pier Paolo Pasolini quando parlava dei figli di papa’”. Aggiunge il Presidente del consiglio idealmente rivolto ai contestatori: “Vi sveliamo un segreto. Per venire alla Leopolda basta inviare una mail, non picchiare un cartello stradale su una camionetta della polizia. Vi diamo le date: il prossimo anno sara’ tra il 21 e il 22 ottobre, scrivetevi le date”.