“Che piaccia o non piaccia a Bruxelles, i soldi per le scuole resteranno fuori dal patto di stabilita’. I nostri figli valgono di piu’. Diciamolo con forza ai sindaci: tornate a progettare”. Così Matteo Renzi nell’intervento di chiusura della tre giorni di dibattito alla stazione Leopolda di Firenze. Sul referendum del 4 dicembre, il presidente del Consiglio e segretario Pd osserva: “Quelli che dicono di no, voi pensate che lo facciano perche’ ce l’hanno con l’articolo 70 della Costituzione? – chiede Renzi, riferendosi tra gli altri a Ciriaco De Mita, Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi, che cita nel suo intervento – Loro hanno un’occasione: quella di rimettersi in gioco”. Aggiunge il premier: “Il referendum del 4 dicembre non e’ tra due Italie, perche’ l’Italia e’ una e indivisibile, e il popolo italiano puo’ votare e non e’ un popolo diviso. Ci sono due gruppi dirigenti diversi: quelli del si’ hanno un progetto. Quelli del no se li chiudi in una stanza e dici ‘uscite con un’idea in comune’, non escono piu’”. Nel suo intervento Renzi parla anche di una Italia che “e’ a un bivio” e che “deve scegliere se essere la patria del Gattopardo o dell’innovazione. Dell’ennesima occasione perduta o laboratorio del futuro”, dice dal palco della Leopolda. E sugli scontri di ieri a Firenze, tra polizia e manifestanti del No al referendum, che hanno prodotto un bilancio di 12 agenti feriti, afferma: “Noi stiamo dalla parte di quei poliziotti, di quei carabinieri, di quelle forze dell’ordine che non meritavano ieri di essere insultate. E non c’e’ da scomodare Pier Paolo Pasolini quando parlava dei figli di papa’”. Aggiunge il Presidente del consiglio idealmente rivolto ai contestatori: “Vi sveliamo un segreto. Per venire alla Leopolda basta inviare una mail, non picchiare un cartello stradale su una camionetta della polizia. Vi diamo le date: il prossimo anno sara’ tra il 21 e il 22 ottobre, scrivetevi le date”.