La proposta di legge che legalizza la cannabis va in Aula alla Camera per la discussione generale ed è subito scontro. A firmarla 221 deputati di diversi schieramenti (M5S, Pd, Si, gruppo Misto, Scelta civica e Fi), ma all’interno dei partiti ci sono posizioni contrastanti. Duemila gli emendamenti presentati ed è stato deciso che sul testo si tornerà a lavorare a settembre. Intanto fuori dal Parlamento ad animare il dibattito sono le associazioni. Ad esprimere contrarietà: San Patrignano, Papa Giovanni XXIII, Centro italiano di solidarieta’ Don Mario Picchi, Comunita’ Incontro, Acudipa e Federazione Com.E, che hanno deciso di rappresentare le loro posizioni in una conferenza stampa. Mentre Cnca, rete di comunita’ e servizi sulle dipendenze, apprezza un intervento che consente di “superare l’orientamento penale verso comportamenti e atteggiamenti che, per quanto ci riguarda, interpellano piu’ le nostre competenze educative e sanitarie che le carceri e le forze dell’ordine”. Roberto Saviano da giorni lancia appelli in favore della non liberalizzazione della cannabis, ma di una regolamentazione della coltivazione e del commercio. Contraria alla legge Beatrice Lorenzin, ministro della Salute: “La cannabis e’ droga e fa male – sostiene – Siamo pieni di studi scientifici che dopo anni di consumo di massa ne sanciscono la pericolosita’ per la salute. Sono contraria ai messaggi banalizzanti specie verso i giovani e questa norma da’ un segnale normalizzante riguardo alle droghe”.





