Luca Casarini

Sono Bianca Guzzetta e Luca Casarini i nuovi segretari di Sinistra Italiana in Sicilia. Li ha espressi il congresso regionale che si è svolto domenica scorsa a Palermo. “Una soluzione, quella di eleggere due co-segretari, che nasce dalla volontà di innovare le forme dell’organizzazione politica e praticare fino in fondo una nuova idea di rappresentanza, che sappia valorizzare le differenze a partire da quelle di genere”, si legge in una nota. “Vogliamo da subito aprire un confronto con tutte le forze della sinistra per costruire una coalizione regionale che costituisca l’alternativa all’attuale quadro di governo – dichiarano i due nuovi segretari – una forza politica che sappia riconnettere le esperienze più significative del civismo democratico e della sinistra sociale e politica, che sappia restituire alle siciliane ed ai siciliani la speranza di un cambiamento reale”. Luca Casarini è nato a Venezia e ha 49 anni. Vive stabilmente a Palermo da 5 anni con la sua famiglia: la moglie, palermitana di origine e i due figli. Svolge la sua militanza politica da oltre 30 anni e per lungo tempo il suo impegno è stato nei centri sociali e nei movimenti. Negli ultimi anni si è dedicato alla costruzione della sinistra politica, prima come membro della Presidenza nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, oggi come membro della Direzione nazionale di Sinistra Italiana e coordinatore del Dipartimento mutualismo e cooperazione del partito. Bianca Guzzetta, invece, è avvocato e insegnante, da sempre impegnata nella formazione e nelle questioni relative ai Bes (bisogni educativi speciali). Il suo impegno e la sua riflessione politica hanno sempre riguardato il femminismo e i diritti delle persone Lgbtq.

Palermo: oggi sit in in piazza della Memoria. Mondo della cultura, università e politica si sono uniti nel sottoscrivere un appello affinché Luca Casarini possa scontare la sua pena ai servizi sociali piuttosto che agli arresti domiciliari come stabilito dal tribunale di sorveglianza. Casarini è stato condannato a 3 mesi per aver occupato nel 2003 un’immobile sfitto da anni, attuando un progetto di autorecupero. “Riteniamo che la condanna a tre mesi di detenzione domiciliare, col divieto assoluto di comunicare con l’esterno, negando la possibilità di commutare la pena nell’affidamento ai servizi sociali, sia del tutto sproporzionata”, si legge nell’appello che sta circolando sui social. “Così come riteniamo inaccettabile l’allusione che la Questura di Palermo fa ad un possibile legame tra il suo attivismo politico e la criminalità, organizzata e non, sapendo che in questa città criminalità organizzata significa Mafia”. Oggi in piazza della Memoria, presso il tribunale di Palermo, si terrà un sit in promosso da familiari, compagni e amici di Casarini.