Luigi Zanda

“L’Italia dal dopoguerra ad oggi è sempre stata governata da coalizioni. E così sarà anche nella prossima legislatura”. Il ‘non dialogo’ tra Renzi e Pisapia? “I segnali arriveranno. Come dice il presidente Mattarella ci sono ancora 8-9 mesi per il voto, c’è tempo”. Lo afferma il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda in una intervista a Repubblica. “L’idiosincrasia di Renzi per i caminetti risale al momento in cui ha cominciato a far politica, non li sopporta perchè sono il simbolo della vecchia politica. Ma lui conosce bene il valore dei rapporti politici…”, osserva Zanda. E’ possibile dunque un’alleanza con quelli di piazza Ss.Apostoli? “Bisogna sapere chi sono, dove vanno, che politica hanno, con chi si vogliono alleare, solo dopo si porrà il tema del rapporto con il Pd” conclude Zanda.

“Mai si era arrivati ad assaltare i banchi del governo, come hanno fatto i leghisti con la beneplacita copertura del M5S”. Lo afferma il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda in un’intervista a Il Messaggero sui fatti avvenuti ieri nell’aula del Senato sull’incardinamento del ddl sullo Ius soli. “Una legge di civilta’. Una legge di elementare giustizia sociale: si da’ la cittadinanza a bambini non solo nati in Italia, ma che vi hanno anche vissuto, studiato, giocato, abitato, che sono cresciuti e che hanno amici italiani”. Ieri, continua il capogruppo dem, “c’e’ stato un asse di fatto tra Lega e M5S, in competizione tra loro ma con finalita’ analoghe. La torsione anti-immigrati del M5S non me la sarei aspettata, specie dopo essersi detti vicini alla predicazione di Papa Francesco e dopo i loro continui richiami alla giustizia universale. Questa di Grillo e’ visibilmente una posizione strumentale nel tentativo di andare a pescare voti nella destra piu’ becera e dei leghisti. Non mi sorprenderebbe una convergenza tra Grillo e Salvini su una linea politicamente violenta anti immigrati”. Zanda ricorda quindi che lo Ius soli “insieme alle unioni civili, al divorzio breve, al terzo settore, alla legge sul dopo di noi, a quella sul cyberbullismo – tutte leggi che hanno incontrato parecchi problemi per essere approvate – costituisce un pacchetto di provvedimenti di tutto rispetto. Quando si potra’ osservare questa legislatura lontani dal livore polemico del momento, verra’ giudicata come la legislatura che con i governi Renzi e Gentiloni ha dato risposte di civilta’ su questioni mature da decenni”.

“Non ho mai usato l’espressione ‘ministro tecnico’”, perchè “quando si è eletti in Parlamento o si giura come membri del governo, quale che sia la nostra professione di origine, da quel momento si diventa personalità politiche”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Luigi Zanda, capogruppo del Partito democratico a Palazzo Madama. Padoan, aggiunge Zanda, “indica obiettivi generali che credo nessuno possa disconoscere. La prima necessità è di evitare sanzioni europee, senza dimenticare che abbiamo spazi di manovra estremamente ridotti e certe necessità di spesa pubblica senza dimenticare che abbiamo spazi di manovra estremamente ridotti e certe necessità di spesa pubblica. Tutti condividiamo l’obiettivo di sostenere una ripresa che non si sarebbe avuta, senza l’azione del governo di Matteo Renzi”. Continua Zanda: “Le misure concrete che proporranno Padoan e il governo le discuteremo quando ci saranno. Ora abbiamo davanti a noi la manovra correttiva, il Def e la prossima legge di Stabilità”. Sulla continuità della legislatura, Zanda afferma: “C’è stata una fase in cui alcuni, anche con argomenti seri, volevano votare presto. Ora mi pare sia passata, vedo una vasta condivisione dell’ipotesi di elezioni a scadenza naturale. Ma per arrivarci ci vogliono le condizioni politiche, dobbiamo evitare incidenti parlamentari. Fatti come il voto di oggi (ieri, ndr) in commissione Affari costituzionali non aiutano”. “Invece di essere un voto di coscienza, il voto segreto diventa sempre più un voto di manovra politica. In questo caso i senatori di gruppi avversari come M5S e Forza Italia, che in Aula e a voto palese litigano e si insultano, a voto segreto vanno nella stessa direzione. E’ una degenerazione del voto segreto”.

“Votare si per rendere la democrazia italiana piu’ forte. Basta guardarsi in giro nel mondo, in Europa, per vedere che le democrazie parlamentari, per come le abbiamo conosciute, vivono grandi difficolta’. E anche in Italia sono entrate in Parlamento forze che ora si sono divise. In Senato Fi si e’ sciolta in 4 gruppi. La Lega si e’ divisa, il movimento 5 stelle hanno perso grossi pezzi. Sono anni che cerchiamo di cambiare la Costituzione, sotto governi diversi, di destra e di centrosinistra. Con il Referendum, dopo il lavoro del Parlamento, i cittadini possono diventare ‘cittadini costituenti’. Questa e’ la posta in gioco: non la scelta si un colore politico ma la scelta di rafforzare la nostra democrazia oppure di lasciarla indebolire”. Cosi’ Luigi Zanda intervenendo ad un confronto sul referendum con l’ex presidente del Senato Renato Schifani organizzato dall’Universita’ Federico II di Napoli.

“Ieri ho ascoltato interventi molto appassionati e oggi leggo dei resoconti sui giornali parecchio piu’ drammatici”. Cosi’ il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda interviene a Radio Anch’io. Per il capogruppo dem, c’e’ stata “un’apertura da parte di Renzi molto consistente, ha colto il punto” debole per la minoranza “che non e’ la riforma bensi’ la legge elettorale e, sulla possibilita’ di modificarla, ha fatto un’apertura piena”. “Sulla legge elettorale del futuro Senato il segretario ha proposto di adottare come testo base la proposta della minoranza, il ddl Chiti – Fornaro. Sull’Italicum ha fatto aperture molto chiare sulla possibilita’ di discutere, e quindi di modificare il ballottaggio, il premio di maggioranza alla lista, le modalita’ di scelta dei candidati, se con preferenze o con collegio uninominale”, aggiunge Zanda. Spiega poi il capogruppo del Pd al Senato: “Il Partito democratico non ha in Parlamento una maggioranza sufficiente per apportare modifiche all’Italicum, ecco il perche’ della commissione incaricata di esplorare la possibilita’ di trovare punti di accordo con le altre forze politiche. Se non si hanno i numeri in parlamento, se non si ha il 51 per cento dei voti, il metodo non puo’ che essere questo”. Del resto, ricorda Zanda, “durante la segreteria Bersani, ho fatto gia’ parte di una commissione incaricata di esplorare le intenzioni e le possibilita’ di cambiare il Porcellum” presso gli altri gruppi parlamentari. “Con Violante e Migliavacca” – gli altri componenti della commissione indicata da Bersani – “lavorammo per piu’ di un anno ma senza arrivare ad alcun risultato”. “Il metodo – insiste Zanda – non puo’ che essere il confronto”. E aggiunge: “Quella della minoranza e’ una discussione molto politica. Fatico a capire cosa sia possibile dare in piu’ per riportare a un’unita’ reale il Partito democratico”. Alla domanda sull’eventualita’ di una scissione, il presidente dei senatori del Pd risponde: “La considero una follia politica assoluta, sarebbe un danno per l’Italia e per l’Europa”. Per le questioni epocali che il mondo attraversa “come la grave crisi economica o i flussi migratori” e per “il peso che l’Italia ha in Europa e nel mondo, abbiamo assoluta necessita’ di stabilita’. E la stabilita’ del Paese, in questo momento, la garantisce solo il Pd”.