Lussemburgo

I ministri degli Esteri dei Ventotto, lunedi’ 16 ottobre a Lussemburgo, dovrebbero adottare un pacchetto aggiuntivo di misure restrittive contro la Corea del Nord: lo riferisce oggi a Bruxelles un alto funzionario Ue. La Corea del Nord rimane una delle principali preoccupazioni nell’agenda internazionale, ed e’ stato inserita come punto in agenda del Consiglio affari esteri, in cui i ministri avranno una discussione sui recenti sviluppi nella penisola coreana. Durante l’informale a Tallinn (Gymnich), il 6 e il 7 settembre, l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha proposto misure restrittive autonome dell’Ue, a completamento di quelle decise dalle Nazioni Unite (Onu). Secondo quanto riferisce oggi a Bruxelles un alto funzionario, il nuovo pacchetto di misure contro Pyongyang sara’ adottato lunedi’ 16 ottobre a Lussemburgo.

“Le informazioni emerse in questi giorni sull’azione negativa svolta dal Lussemburgo per bloccare azioni di contrasto ad evasione ed elusione fiscale sono gravissime, anche perché riguardano il periodo in cui Jean-Claude Juncker, attuale Presidente della Commissione Europea, era primo ministro e ministro delle finanze lussemburghese”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta Sergio Cofferati ed Elly Schlein, parlamentari europei del Gruppo dei Socialisti e dei Democratici. “Abbiamo richiesto che il Presidente della Commissione sia ascoltato al più presto dalla Commissione di inchiesta del Parlamento Europeo sui Panama Papers e che chiarisca fino in fondo le sue responsabilità e le iniziative intraprese dal Lussemburgo a livello europeo su questi temi” aggiungono gli eurodeputati. “Secondo le stime in Unione Europea si perdono ogni anno fino a 1000 miliardi di euro tra evasione ed elusione fiscale, eppure sono anni che i governi europei dichiarano pubblicamente il loro impegno contro evasione ed elusione fiscale, ma poi indeboliscono in segreto gli strumenti per contrastare questi fenomeni”, sottolineano. “Diverse misure richieste da tempo dal Parlamento sono oggi in discussione a livello europeo e rappresenterebbero importanti passi avanti, ma sono bloccate dai governi. E’ necessario garantire al più presto un efficace scambio automatico delle informazioni e piena trasparenza sulle tasse pagate dalle multinazionali paese per paese, stabilire sanzioni dissuasive contro i paradisi fiscali, all’interno ed all’esterno dell’Unione Europea, e contro gli intermediari che favoriscono strategie fiscali aggressive e definire una base imponibile comune consolidata per le imposte sulle società. I governi europei e la Commissione – concludono Cofferati e Schelin- si assumano finalmente le loro responsabilità e dimostrino la volontà politica di combattere evasione ed elusione che è fin qui mancata”.