mafie

“E’ sempre piu’ richiesta una responsabilita’ della politica nella lotta alla criminalita’ organizzata. Il contrasto alle mafie, caratterizzato da un cambiamento che le rende sempre piu’ capaci di mimetizzarsi, richiede uno straordinario impegno nell’azione politica e amministrativa”. Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, nel corso del convegno sul contrasto alle mafie al Senato. “Se le mafie si confermano capaci di alimentare la loro forza nelle attivita’ illecite criminali, penso innanzitutto al traffico di stupefacenti, sempre piu’ trovano la loro forza nella capacita’ di usare gli strumenti dell’economia e persino della legge per riciclare il denaro. Se il nostro paese si e’ dotato di uno straordinario apparato legislativo e ha ottenuto grandi risultati, per combattere la doppia faccia delle mafie dobbiamo dotarci di strumenti ordinari, bisogna che prestiamo attenzione straordinaria all’ordinarieta’, dall’economia alla pubblica amministrazione. Credo che ovunque sia necessaria una forte attivita’ repressiva ma anche la consapevolezza che servono straordinari strumenti nell’attivita’ ordinaria, questo riguarda tutti”.

Gli interessi illeciti nel settore agroalimentare con l’infiltrazione nel mercato ortofrutticolo di Milano e la rete di distribuzione di prodotti oleari negli Usa facente capo ad un imprenditore italoamericano organico alla cosca Piromalli sono la punta di un iceberg del business della criminalita’ organizzata nell’agroalimentare che vale 16 miliardi all’anno. Cosi’ la Coldiretti nel commentare positivamente il blitz del Ros contro la potente cosca dell”ndrangheta con 33 i provvedimenti di fermo emessi dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria. La malavita si appropria di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma compromette in modo gravissimo la qualita’ e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy. Gli aspetti patologici dell’indotto agroalimentare, come la lievitazione dei prezzi di frutta e verdura nella filiera che va dal produttore al consumatore, sono la conseguenza non solo dell’effetto dei monopoli, ma anche delle distorsioni e speculazioni dovute alle infiltrazioni della malavita nelle attivita’ di intermediazione dai mercati ortofrutticoli ai trasporti. L’ortofrutta e’ sottopagata agli agricoltori su valori che non coprono neanche i costi di produzione, ma i prezzi moltiplicano fino al 300% dal campo alla tavola anche per effetto del controllo monopolistico dei mercati operato dalla malavita in certe realta’ territoriali. Gli interessi criminali sono rivolti anche alle forme di investimento nelle catene commerciali della grande distribuzione, nella ristorazione e nelle aree agro-turistiche, nella gestione dei circuiti illegali delle importazioni/ esportazioni di prodotti agroalimentari sottratti alle indicazioni sull’origine e sulla tracciabilita’ non curandosi delle gravi conseguenze per la catena agroalimentare, per l’ambiente e la salute. Proprio per alzare il livello di attenzione verso le “agromafie”, Coldiretti ha costituito l’Osservatorio sulla criminalita’ in agricoltura, presieduto dal presidente Roberto Moncalvo e con il Dott. Giancarlo Caselli alla guida del comitato scientifico, che presenta annualmente con l’Eurispes il Rapporto Agromafie.