maltempo

“La Protezione civile regionale ha diramato un avviso per il rischio meteo-idrogeologico ed idraulico in Sicilia, valido fino alle ore 24 di domani”. Lo rende noto il Comune di Palermo, sottolineando che in particolare si segnalano “condizioni meteo avverse dal pomeriggio di oggi e per 24-36 ore, si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensita’, frequente attivita’ elettrica, locali grandinate e venti forti o di burrasca, con raffiche sino a burrasca forte, dai quadranti meridionali. Mareggiate lungo le coste esposte”, conclude la nota.

È di almeno 14 morti il bilancio di una serie di tempeste che si sono abbattute in varie zone degli Stati Uniti. Il servizio meteorologico nazionale ha previsto temporali e venti forti con rischio di tornado in buona parte del Midwest fino alla Virginia e al Maryland. Si contano anche decine di feriti, abitazioni distrutte e molte case senza elettricità in vari Stati. In Tennessee una bambina di due anni è stata uccisa dalla porta di un campo di calcio caduta per il vento. Per lo Stato di New York e quello della Georgia, il peggio dovrebbe verificarsi fino a notte fonda.

L’ondata di maltempo fa salire sopra i 400 milioni di euro il conto dei danni provocati nelle campagne da un pazzo inverno che ha portato precipitazioni violente, neve, gelo e vento che hanno distrutto le coltivazioni e provocato frane e smottamenti. E’ quanto stima la Coldiretti in riferimento all’arrivo della nuova perturbazione che con vento e nubifragi ha provocato allagamenti dei terreni agricoli e frane nelle strade rurali. Le piogge intense seguono il gelo e la neve che – sottolinea la Coldiretti – hanno colpito aree dalle quali proviene la stragrande maggioranza degli ortaggi invernali consumati dagli italiani. Dalla Puglia alla Basilicata, dalle Marche al Lazio, dall’Abruzzo al Molise, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Campania alla Sardegna sono decine di migliaia le aziende agricole che hanno perso le produzioni di ortaggi invernali prossimi alla raccolta, dai carciofi alle rape, dai cavolfiori alle cicorie, dai finocchi alle scarole, per effetto del gelo che ha bruciato le piantine, ma – sottolinea la Coldiretti – sono saltate molte consegne di verdure saltate per i problemi di viabilita’. Gravi sono anche i danni che si sono verificati sugli agrumeti cosi’ come per i vigneti di uva da tavola che hanno ceduto sotto il peso della neve le cui conseguenze sul mercato – precisa la Coldiretti – potranno essere verificate solo nei prossimi mesi. Siamo di fronte – conclude la Coldiretti – agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, ma intense e il repentino passaggio dal sereno al maltempo come dimostrano siccita’ e bombe d’acqua che con forti piogge a carattere alluvionale, ma anche gelate estreme e picchi di calore anomali si alternano durante l’anno e lungo tutta la Penisola.

Dopo l’emergenza neve, emergenza acqua a Pescara: il Pescara ha iniziato a esondare alle 5 circa; le golene chiuse già alle 4,30, con la situazione di allarme. Intanto, a causa della neve 87mila utenze ancora senza luce in tutta la regione. Emergenza incendi invece attorno a Genova, dove si formano nuovi fronti di fuoco, alimentati dal forte vento. Brucia anche l’entroterra di Imperia. Continua a nevicare nell’entroterra delle Marche, in particolare nelle zone meridionali dove si trova la maggior parte dei Comuni colpiti dal terremoto. Viabilità ancora difficile nelle zone interne delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Nell’Ascolano, la scorsa notte il tetto della palestra dell’Isc Folignano a Villa Pigna è crollato sotto il peso della neve. Non si segnalano feriti, dato che in quel momento non c’era nessuno. Ad Ascoli è venuta giù parte di una strada a Monticelli. Molte le zone ancora senza energia elettrica , decine le richieste di intervento ai vigili del fuoco, chiamati anche per recuperare mezzi spazzaneve in difficoltà. Ad Ascoli città sta cadendo pioggia mista a neve, a Macerata il manto nevoso si sta sciogliendo. La situazione è invece in via di miglioramento in provincia di Pesaro Urbino, dove non nevica più e le strade sono libere, mentre nel Fabrianese, in provincia di Ancona, sta ancora nevicando, ma senza problemi di viabilità. Paesi e città con un metro di neve, centinaia di migliaia di cittadini al buio, strade bloccate, gelo sulle Alpi, venti fino a 150 km orari, un uomo morto assiderato in Puglia dopo essersi addormentato in strada: non molla la presa ilma ltempo che ha investito l’Italia e per le prossime ore è atteso un nuovo peggioramento sulle regioni del centrosud, le più colpite dalle bufere di neve.

Al Piemonte, come alla Liguria, sara’ concesso lo stato d’emergenza. Lo ha rassicurato il presidente del consiglio Matteo Renzi, incontrando i sindaci della provincia di Savona. In Piemonte intanto si contano i danni causati dal maltempo, che ha distrutto case, strade, negozi e devastato i campi. Ancora centinaia le persone sfollate. “I danni sono elevatissimi”, ha detto Sergio Chiamparino, presidente della regione Piemonte. “Per fortuna – ha aggiunto – rispetto all’alluvione del ’94, si e’ visto il grande lavoro fatto dalla Protezione civile, nelle previsioni e nella prevenzione”. L’agricoltura è tra i settori che hanno subito maggiori danni. Delia Revelli, presidente regionale di Coldiretti ha raccontato della perdita di migliaia di ettari di terreni e della distruzione di serre ed allevamenti.

“Un primo bilancio provvisorio dei danni lo faremo dopo i sopralluoghi che svolgeremo in Valbormida e nell’entroterra di Imperia e due incontri nelle prefetture di Savona e Imperia”. Così il governatore della Liguria Giovanni Toti incontrando la stampa con il capo della protezione civile Fabrizio Curcio dopo il maltempo che ha colpito la regione. “Una perturbazione così non transitava in Liguria da almeno una decina di anni – ha detto Toti – entro lunedì partiranno i sopralluoghi dei tecnici della Protezione civile nazionale per la conta dei danni”. Circa 200 gli sfollati a causa del maltempo, numero che si aggiorna di ora in ora. Senza luce sono al momento oltre mille utenze che Enel pensa di dimezzare entro sera.

A Parigi si lavora per mettere in sicurezza il museo del Louvre dopo che la piena della Senna ha raggiunto i 6 metri. Gli esperti attendono nel pomeriggio un picco massimo di 6,50 metri, anche se si tratterebbe di un livello inferiore rispetto agli 8,62 metri raggiunti nel 1910. Centinaia di abitanti intanto sono stati evacuati in alcuni comuni dell’Ile-de-France. “La Francia teme la possibilità di altre vittime dalla piena della Senna e dall’ondata di maltempo che ha colpito il paese”, ha detto Ségolène Royal, ministro dell’Ambiente. Resta comunque l’allarme in Francia, dopo l’alluvione dei giorni scorsi, anche se i servizi metereologici hanno abbassato il livello di allerta da rosso ad arancione per il maltempo e per le inondazioni. Altre istituzioni culturali sono state chiuse.