Manuel Valls

Manuel Valls si candida alle primarie socialiste di gennaio in vista delle presidenziali francesi che si terranno nella primavera del 2017. L’attuale primo ministro ha annunciato anche che lascerà l’incarico di capo del governo, per concentrarsi sulla candidatura per l’Eliseo. “Mi dicono che la sinistra non ha alcuna speranza – ha detto Valls annunciando la sua decisione nel suo feudo elettorale di Evry (Parigi) – ma nulla e’ scritto. Che non si unira’ mai, che l’estrema destra e’ qualificata automaticamente, ma nulla e’ scritto”. Valls, nato il 13 agosto 1962 a Barcellona, con nazionalità spagnola, è stato naturalizzato francese a 20 anni, nel 1982. E’ impegnato nel partito socialista da quando aveva 17 anni.

“Affrontiamo i fatti: il progetto europeo e’ in difficolta’. Con la crescente minaccia del terrorismo, la crisi dei rifugiati, la crescita economica fiacca e la disoccupazione, le turbolenze sull’Europa sono senza precedenti. In aggiunta a tutto questo, il voto per la Brexit ha messo profondamente in discussione il significato stesso di Europa”. Ha inizio con questa ammissione una riflessione del primo ministro della Francia, Manuel Valls, sul futuro dell’Unione Europea, affidata a un articolo pubblicato sul “Financial Times”. Il Regno Unito, prosegue, dovra’ decidere se rimanere nel mercato unico; se lo fara’, “dovra’ continuare a garantire la liberta’ di circolazione di beni, capitali, servizi e persone”. Gli altri 27 paesi membri hanno due opzioni: “O ci arrendiamo e abbandoniamo il progetto europeo a una morte lenta ma certa oppure trasformiamo l’Ue”. La trasformazione, pero’, avverte, richiede un cambiamento di “stato d’animo”. “Abbiamo bisogno di definire meglio la nostra identita’, basata sui valori condivisi della liberta’, della tolleranza, della pace e dell’uguaglianza, inclusa quella tra uomini e donne, sulla base di una civilta’ e una cultura condivise e del concetto che abbiamo una responsabilita’ che va ben oltre le nostre frontiere. Credo fermamente che ci sia spazio per un patriottismo europeo che non nega ma rafforza quelli nazionali”. “Riaffermare la nostra identita significa anche fare i conti col fatto che ci sono dei confini: che l’Europa inizia e finisce da qualche parte”. Il capo di governo critica l’Ue per l’eccesso di regolamentazione e la esorta a concentrarsi sull’essenziale, a partire dalla difesa e dalla sicurezza, non solo nel proprio territorio ma anche nella vicina regione mediorientale. A questo proposito afferma: “L’Esercito francese sta gia’ facendo piu’ della sua parte: non puo’ essere per sempre l’esercito europeo di fatto”. Valls affronta, quindi, il tema della crescita economica, che non puo’ essere lasciato solo alla politica monetaria della Banca centrale europea; in particolare, chiede investimenti nell’innovazione digitale e ambientale e tutela per le nostre industrie. Non possiamo costruire gli Stati Uniti d’Europa: ogni paese ha la propria storia, lingua e cultura. Ma possiamo costruire un’Europa sovrana, una federazione di Stati nazione, forte e orgogliosa. Non saremo la generazione che seppellira’ il progetto europeo”.

Il burkini è “incompatibile con i valori della Francia”, non è un costume da bagno ma “l’espressione di un’ideologia basata sull’asservimento della donna”. E’ la presa di posizione, la prima, del premier francese Manuel Valls che esprime così sostegno per il bando emesso da alcuni comuni francesi per il burkini in spiaggia. Ieri il primo esponente del governo francese ad esprimersi in materia era stato il ministro dei Diritti delle donne Laurence Rossignol, dicendosi d’accordo con la necessità di “combattere il burkini”. Tuttavia, in una intervista al quotidiano La Provence, Valls ha detto di non essere favorevole a una legge nazionale contro il burkini. Finora tre città francesi hanno messo al bando il Burkini per motivi di sicurezza dopo gli attacchi terroristici nel Paese. Secondo Valls, il costume da bagno islamico costituisce una “provocazione” ed una “visione arcaica” secondo cui le donne sono “indecorose, impure e che quindi dovrebbero essere completamente coperte”. Il premier ha inoltre avvertito che l’estrema destra sta traendo vantaggio dalle tensioni create dal burkini.

Il premier francese Manuel Valls e’ pessimista sul futuro della lotta al terrorismo,  ” una minaccia globale” e contro il quale dovremo “combattere per una generazione. Ed altre persone innocenti perderanno le loro vite”. Cosi’ ai microfoni di Bfmtv, Valls che respinge le accuse di “creare piu’ ansia” con le sue parole: “Questa e’ la realta’” dei fatti. Sull’uccisione dei due poliziotti a Magnanville ad opera del terrorista di Isis Larossi Aballa, Valls riconosce che “quando due agenti vengono uccisi in queste condizioni siamo sempre di fronte a un fallimento”. Valls ha difeso le forze dell’ordine per gli omicidi di Magnanville: “Non consentiro’ a nessuno di affermare che ci sia stata negligenza o mancanza di corrette valutazioni”. Per il premier gli attacchi dei cosiddetti ‘lupi solitari’ come Aballa sono difficili se non impossibili da prevedere. Valls ha poi rafforzato il concetto gia’ espresso dopo l’attentato del 13 novembre a Parigi sull’inevitabilita’ “di altri attacchi” sottolineando che anzi il rischio e’ aumentato “ora che Isis e’ in ritirata in Siria e Iraq e che si sta per questo concentrando nei nostri Paesi sotto varie forme per alimentare la paura e le divisioni”. Intanto, le unita’ antiterrorismo della polizia francese e di quella belga sono in stato di massima allerta per imminenti attentati nei due Paesi.